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“Caritas in veritate”
Un’enciclica di grande impatto sociale
La terza Enciclica del Papa è di carattere sociale e porta la data del 29 giugno festa degli apostoli Pietro e Paolo anche se è stata promulgata il 7 luglio, alla vigilia del G8.
Il documento papale affronta con piglio innovativo le problematiche che affliggono la società attuale ed ha come punto di riferimento la carità nella verità. Perchè “ la carità nella verità ... è la principale forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e dell’ umanità intera”.
Tutti i governanti dovranno confrontarsi con la parola schietta del Papa, il quale non solo denunzia i guasti provocati sulla terra, ma ne indica le possibili soluzioni con un approccio nuovo ed originale e la proposta di soluzioni avanzatissime per costruire un mondo diverso sulla base del Vangelo, un manifesto vecchio di più di duemila anni.
Egli si rivolge ai governi della società civile perchè affrontino la crisi mondiale che ha accresciuto la ricchezza dei ricchi e e moltiplicato le disuguaglianze sociali con sacche di povertà estrema e la piaga della mancanza del lavoro o del lavoro precario.
Il Papa stimmatizza il liberismo sfrenato , la logica del profitto, la “finanza speculativa” senza etica che ha procurato l’ attuale collasso planetario.
L’ ONU e le varie ONG si sono dimostrate incapaci di fronteggiare le nuove sfide e cancellare “lo scandalo della fame”.
Anche i paesi poveri hanno diritto a far sentire la loro voce. Occorre perciò un’autorità “con potere effettivo” che governi nella “solidarietà e sussidiarità”.
Il “mercato” è legittimo, purchè non si riduca alla “legge del più forte”, non sia svincolato da qualsiasi controllo e ammetta la presenza di diverse forme aconomiche, tipo le cooperative.
Per quanto riguarda la globalizzazione, il Papa chiede “nuove progettualità” lontane da “progetti egoistici e protezionistici, capaci di ridistribuire la ricchezza, senza emarginare i popoli poveri.
Sulla scia delle Encicliche sociali precedenti, Benedetto XVI denunzia le delocalizzazioni volute da multinazionali prive di scrupoli, l’ indebolimento dei sindacati, e ricorda che a tutti deve essere assicurato “un lavoro decente” perchè esso è “un diritto inalienabile di ogni essere umano” e rivendica pieni diritti per i lavoratori stranieri che non si possono trattare come “merce” Per quanto riguarda la tutela dell’ ambiente. egli afferma che esso è un “dono di Dio da usare responsabilmente”.
Ed ammonisce: deve finire “l’ accaparramento delle risorse” da parte di Stati e gruppi di potere a danno dei paesi poveri.
Chiede pure che cibo ed acqua siano considerati come “diritti” e non come bisogni.
Accanto ai temi sociali il Papa affronta quelli etici che sono radicati nel vangelo:
contrastare la cultura di morte: no all’ aborto, no all’ eutanasia,no alla programmazione eugenetica delle nascite. Condanna il relativismo morale, la banalizzazione della sessualità vissuta come edoni-smo.
L’ Enciclica parla a tutti; soprattutto a chi ha responsabilità manageriali e poltiche, ma parla a ciascuno di noi perchè ognuno rifletta se il suo stile di vita è conforme alla parola di Dio.
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