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Napolitano in Calabria

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Napolitano in Calabria bacchetta l’inerzia dei politici del Meridione e l’iniqua disattenzione nei confronti del Mezzogiorno

Parole forti e chiare quelle del Presidente Giorgio Napolitano nella sua visita in Calabria.
A Cosenza, a Lamezia a Reggio Calabria, accolto dovunquie con calore ed entusiasmo, non ha fatto discorsi di convenienza, ma ha affondato il bisturi nelle piaghe che affliggono questa martoriata Regione.
Dalla deleteria contrapposizione con il nord , all’ invito ai poltici del Sud a “superare ogni inerzia”, al macigno della mafia che ne ostacola lo sviluppo, al cambio generazionale della classe dirigente, all’ annosa disattenzione da parte di tutte le forze rappresentative del Paese verso il Mezzogiorno.
Ecco alcune sue frasi molto significative:
“una drammatica caduta del grado di attenzione da parte di tutte le forze rappresentative del Paese per il Mezzogiono”. I fondi comunitari “debbono avere un carattere aggiuntivo e non sostitutivo”.
E rileva che non si sa se “il quadro di riferimento nazionale dei fondi comunitari 2007-2013 sia vuoto di strategie per il Sud”.
Esistono certamente le “dimenticanze” colpevoli dell’ amministrazione centrale, ma le istituzioni merdionali devono assumersi le proprie responsabilità attravero “l’impiego oculato e produttivo delle risorse pubbliche disponibili”.


Tuttavia il Presidente fa appello all’ orgoglio del Meridione: “ La forza del meridionalismo storico . dice - è sempre consistita nel non ridursi alla sola denuncia


delle responsabilità delle classi dirigenti nazionali, ma nel saper guardare criticvamente anche nel cuore del Sud, della sua stratificazione sociale e della sua classe politica”.
E nei riguardi dela criminalità afferma che “serve una presa di coscienza, una reazione adeguata”.
Sono in fondo gli stessi concetti che già Napolitano aveva espressi a Napoli.
Ma per quanto riguarda l’ annosa dissattenzione per il Mezzogiorno, l’ineffabile ministro Tremonti , notoriamente amico della Lega, da questo orecchio non ci sente, favorito anche “dall’inerzia” sconcertante dei politici merifionali.

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