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La legge Salvapremier

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Giustizia snella a servizio dei cittadini non leggi ad personam


Feroci assassini vengono liberati per decorrenza dei termini cautelari, i processi si accumulano, i tribunali vivono in stato di precarietà e il loro andamento è lento e farraginoso per mancanza di personale con conseguenti montagne di documenti cartacei e ritardi insostenibili dei processi che,una volta iniziati, si svolgono con lungaggine infinita.
La giustizia in Italia è un’utopia. Anche per questo molti, impazienti, si fanno giustizia da sè, oppure non ricorrono neppure alla Magistratura perché sanno che ci vogliono anni, prima che la macchina giudiziaria si metta in moto.
Nelle cancellerie di tutti i tribunali d’Italia sono accumulate migliaia e migliaia di pratiche, scaffali pieni di fascicoli processuali ricoperti di polvere nella estenuante attesa di essere posti all’ attenzione del giudice. La decorrenza dei termini di custodia cautelare anche per delitti gravissimi di mafia, di omicidi, di rapine a mano armata ecc., è frequente . La Polizia ed i carabinieri arrestano persone in fragranza di reato e dopo qualche giorno sono fuori a beffarsi di loro.

E l’ elenco potrebbe continuare all’ infinito.

Ora che fa Berlusconi tramite il ministro della Giustizia, suo ex segretario come prima atto del suo legiferare? Una legge ad personam che lo salvi da uno dei suoi tanti processi. La situazione da collasso della Giustizia non viene presa in nessuna considerazione. Il problema di migliorare la macchina giudiziaria o perlomeno limitare le sue numerose disfunzioni, non lo tocca. Il suo primo pensiero è mettersi al riparo. Poi la giustizia può continuare ad andare a rotoli. Mentre la Giustizia langue, si aggiunge confusione a confusione.
Andreotti ha avuto il coraggio di farsi processare e si è difeso dignitosamente da accuse infamanti con ben due processi durati anni.
E’ vero che il Capo del Governo deve avere una certa serenità durante il suo mandato. Ma questi non può contrapporsi al Potere Giudiziario creando assurde conflittualità.
Il Consiglio Superiore della Magistratura pare che abbia dichiarato incostituzionali gli emendamenti “salva premier”, rifilati furbescamente nella legge per la sicurezza.
Quale caos deriverebbe alla già lenta e farraginosa macchina giudiziaria, se magari dopo anni di attesa, si cominciano a celebrare alcuni processi e questi poi vengono sospesi, si dice per un anno, ma in realtà a tempo indeterminato, causandone per molti la prescrizione!
Sorprende che il problema prioritario della Giustizia in Italia sia quello di preservare il premier da un processo.
Ben altri invece sono i problemi inderogabili: far funzionare la macchina giudiziaria, fare delle leggi che prolunghino o eliminino la decorrenza dei termini per i reati più efferati, accorciare la durata dei processi, fornire di personale adeguato e di mezzi moderni gli uffici giudiziari, e chi ne ha più ne metta.
Di questo ha bisogno l’ Italia e noi ci auguriamo che della abnormità di questi emendamenti si rendano conto tutti i parlamentari di destra e di sinistra, eletti per promuovere il bene comune e non per favorire interessi personali.

P. Vittorino Vivacqua


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