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Il Festival di Sanremo
Rovinato dal cattivo
gusto e dalla banalità
Tutti contenti. Bonolis ha risuscitato il festival di Sanremo con ascolti da record. Dicono che ha trionfato la musica.
Ci viene da rabbrividire però, pensando con quale salsa è stato condito il trionfo: una serie di banalità e gesti di cattivo gusto.
Cominciamo dal compenso del presentatore: un milione di euro! Un milione di euro in tempi di recessione economica. Un insulto alla povertà ostentato come un diritto.
E poi frasi a doppio senso, atteggiamenti ai limiti della pornografia, esaltazione dell’ omosessualità, apparizione di pornostar, frecciatine con tro la Chiesa.
Da quel palco il presentatore ha ostentato il delirio dell’ onnipotenza. Ha perfino preteso di insegnare alla Chiesa
quello che deve fare. Cioè non immischiarsi per pensare a cose più serie.
E le canzoni? Chi le canterà? Quanto lontani sono quei tempi in cui a Sanremo si presentavano canzoni che rimanevano nel cuore e si canticchiavano quasi incosciamente nei momenti di serenità!
Sarebbe stata necessaria una kermesse elegante, pulita, gioiosa. Invece il cattivo gusto l’ ha fatto da padrone.
Possibile che in Italia per divertirsi, si deve ricorrere alla maleducazione? Possibile che tutti coloro che hanno resitito sino alla fine, sono stati entusiasti di questa rappresentazione pasticciata?
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