Parrocchia Camigliatello Silano


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9 marzo V domenica di Quaresima

Vangelo della Domenica > Anno A 2007/2008 > Marzo

I Lettura
Ez 37, 12-14

Così dice il Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nel paese d'Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri, o popolo mio.
Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nel vostro paese; saprete che io sono il Signore. L'ho detto e lo farò".

II Lettura
Rm 8, 8-11

Fratelli, quelli che vivono secondo la carne non possono piacere a Dio.
Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.
E se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto a causa del peccato, ma lo spirito è vita a causa della giustificazione.
E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.

Vangelo
Gv 11, 1-45

In quel tempo, era malato un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella.
Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato.
Le sorelle mandarono dunque a dirgli: "Signore, ecco, il tuo amico è malato". All'udire questo, Gesù disse: "Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato".
Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro.
Quand'ebbe dunque sentito che era malato, si trattenne due giorni nel luogo dove si trovava. Poi, disse ai discepoli: "Andiamo di nuovo in Giudea!".
I discepoli gli dissero: "Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?".
Gesù rispose: "Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se invece uno cammina di notte, inciampa, perché gli manca la luce". Così parlò e poi soggiunse loro: "Il nostro amico Lazzaro s'è addormentato; ma io vado a svegliarlo". Gli dissero allora i discepoli: "Signore, se s'è addormentato, guarirà". Gesù parlava della morte di lui, essi invece pensarono che si riferisse al riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: "Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, perché voi crediate. Orsù, andiamo da lui!". Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse ai condiscepoli: "Andiamo anche noi a morire con lui!".
Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che era già da quattro giorni nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di due miglia e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle per il loro fratello.
Marta dunque, come seppe che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!
Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà".
Gesù le disse: "Tuo fratello risusciterà".
Gli rispose Marta: "So che risusciterà nell'ultimo giorno".
Gesù le disse: "Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?".
Gli rispose: "Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo".
Dopo queste parole se ne andò a chiamare di nascosto Maria, sua sorella, dicendo: "Il Maestro è qui e ti chiama". Quella, udito ciò, si alzò in fretta e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei che erano in casa con lei a consolarla, quando videro Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono pensando: "Va al sepolcro per piangere là". Maria, dunque, quando giunse dov'era Gesù, vistolo si gettò ai suoi piedi dicendo: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!".
Gesù allora quando la vide piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente, si turbò e disse:
"Dove l'avete posto?". Gli dissero: "Signore, vieni a vedere!".
Gesù scoppiò in pianto.
Dissero allora i Giudei: "Vedi come lo amava!". Ma alcuni di loro dissero: "Costui che ha aperto gli occhi al cieco non poteva anche far sì che questi non morisse?".
Intanto Gesù, ancora profondamente commosso, si recò al sepolcro; era una grotta e contro vi era posta una pietra.
Disse Gesù: "Togliete la pietra!". Gli rispose Marta, la sorella del morto: "Signore, gia manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni".
Le disse Gesù: "Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?". Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: "Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato". E, detto questo, gridò a gran voce: "Lazzaro, vieni fuori!". Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro: "Scioglietelo e lasciatelo andare".
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di quel che egli aveva compiuto, credettero in lui.

Commento di P. Vittorino Vivacqua


La resurrezione di Lazzaro, narrata dall’ evangelista Giovanni, completa la grande catechesi battesimale dei catecumeni che si preparavano a ricevere il battesimo la notte di Sabato Santo. Nella terza e quarta domenica sono stati illustrati i simboli dell’ acqua e della luce. Oggi il ciclo si completa col simbolo della vita. Acqua, luce e vita sono i grandi simboli attraverso i quali si evidenzia l’ azione rigenerante di Dio.
Al centro della liturgia odierna è sottolineata con forza la potenza della parola di Dio, unica realtà capace di dare la vita.
Già la prima lettura tratta dal libro del profeta Geremia, ci presenta la parola efficace di Dio. Su un popolo di peccatori divenuti cadaveri, soffia lo Spirito di Dio che ridona la vita. La lettura si riferisce ad Israele piegato dalla schiavitù babilonese. E’ Dio che segnerà il cammino della loro liberazione. "Io vi risuscito dalla vostre tombe, popolo mio".

L’ apostolo Paolo ci presenta il drammatico scontro tra "esistenza secondo la carne" ed "esistenza secondo lo spirito". L’ azione dello Spirito per i cristiani è la stessa di quella descritta dal profeta Ezechiele quando descrive il soffio di Dio che fa rivivere le "ossa aride". Colui che vive secondo la "carne" è l’ uomo abbandonato a se stesso, al proprio egoismo, che produce una vita vissuta disordinatamente. In questo mondo irrompe lo Spirito che è segno di vita e fa sì che l’ uomo possa realizzarsi "vivendo secondo lo Spirito".
La pagina evangelica di Giovanni ha l’ andatura di un dramma che si svolge con continui colpi di scena. Tutto il racconto culmina con quella frase apodittica di Gesù: "Io sono la resurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore vivrà". La parola di Gesù cioè ha la stessa efficacia di quella di Dio Creatore che con la sua parola dona la vita.
Tanti malati erano stati accostati e guariti da Gesù. Egli si era persino recato nelle loro case per guarirli. Ma alla notizia della malattia del suo amico Lazzaro, Gesù non si scompone. Lascia che la malattia abbia il suo epilogo nella morte. Egli compirà il miracolo della resurrezione di Lazzaro perchè questa sia un segno che porti alla glorificazione del Padre ed alla fede dei suoi discepoli.
Il dialogo con le sorelle del morto, Marta e Maria prelude ad una confessione di fede nella resurrezione; non tanto in quella nella resurrezione che avverrà nell’ ultimo giorno. Si tratta di credere che Gesù già ora, in questo momento "è la risurrezione e la vita"; egli ha "parole di vita eterna". E’ Marta questa volta a dichiarare che "qualunque cosa Gesù chiederà a Dio, Dio gliela concederà". E anche qui, come alla samaritana e come al cieco nato, Gesù rivela la sua divinità: Io sono la resurrezione e la vita". Applica a se stesso le parole con le quali Dio aveva rivelato se stesso sul monte Sinai. "Io sono".
La voce imperativa di Gesù che grida dinanzi al sepolcro di Lazzaro, morto da quattro giorni: "Lazzaro, vieni fuori" è la voce della potenza del Cristo che ridona la vita
Ed ecco una grande luce che dirada le tenebre della solitudine, della disperazione, del terrore della morte. I morti "dormono soltanto"; essi "vivono anche se muoiono".
I catecumeni così attraverso la fede battesimale riconoscevano che Dio è il Dio della vita e che solo la parola del Signore sa offrire la vita.
Gesù dona la vita a tutti noi, mediante la fede:"Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato ha la vita eterna". Anche a noi chiede: "Credi tu questo?". La comunità di Giovanni e tutti coloro che sono animati dalla fede rispondono: "Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire in questo mondo".
La morte allora è stata trasformata; assume il significato di liberazione, di un approdo ad una esistenza senza tramonto.



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