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Vangelo della Domenica > Anno A 2007/2008 > Dicembre 2007
I Lettura
Is 11, 1-10
Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore. Si compiacerà del timore del Signore. Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire; ma giudicherà con giustizia i miseri e prenderà decisioni eque per gli oppressi del paese. La sua parola sarà una verga che percuoterà il violento; con il soffio delle sue labbra ucciderà l'empio. Fascia dei suoi lombi sarà la giustizia, cintura dei suoi fianchi la fedeltà.
Il lupo dimorerà insieme con l'agnello, la pantera si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guiderà. La vacca e l'orsa pascoleranno insieme; si sdraieranno insieme i loro piccoli. Il leone si ciberà di paglia, come il bue.
Il lattante si trastullerà sulla buca dell'aspide; il bambino metterà la mano nel covo di serpenti velenosi.
Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno in tutto il mio santo monte, perché la saggezza del Signore riempirà il paese come le acque ricoprono il mare. In quel giorno la radice di Iesse si leverà a vessillo per i popoli, le genti la cercheranno con ansia, la sua dimora sarà gloriosa.
II Lettura
Rm 15, 4-9
Ora, tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché in virtù della perseveranza e della consolazione che ci vengono dalle Scritture teniamo viva la nostra speranza.
E il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti ad esempio di Cristo Gesù, perché con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo.
Accoglietevi perciò gli uni gli altri come Cristo accolse voi, per la gloria di Dio.
Dico infatti che Cristo si è fatto servitore dei circoncisi in favore della veracità di Dio, per compiere le promesse dei padri; le nazioni pagane invece glorificano Dio per la sua misericordia, come sta scritto: Per questo ti celebrerò tra le nazioni pagane, e canterò inni al tuo nome.
Vangelo
Mt 3, 1-12
In quei giorni comparve Giovanni il Battista a predicare nel deserto della Giudea, dicendo: "Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!". Egli è colui che fu annunziato dal profeta Isaia quando disse: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!
Giovanni portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico.
Allora accorrevano a lui da Gerusalemme, da tutta la Giudea e dalla zona adiacente il Giordano; e, confessando i loro peccati, si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano.
Vedendo però molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: "Razza di vipere! Chi vi ha suggerito di sottrarvi all'ira imminente?
Fate dunque frutti degni di conversione, e non crediate di poter dire fra voi: Abbiamo Abramo per padre. Vi dico che Dio può far sorgere figli di Abramo da queste pietre.
Gia la scure è posta alla radice degli alberi: ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco.
Io vi battezzo con acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più potente di me e io non son degno neanche di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito santo e fuoco.
Egli ha in mano il ventilabro, pulirà la sua aia e raccoglierà il suo grano nel granaio, ma brucerà la pula con un fuoco inestinguibile".
Commento di P. Vittorino Vivacqua
Oggi la liturgia ci fa ascoltare le due grandi voci dell’ Avvento: Isaia e Giovanni Battista.
Isaia preannunciò la venuta del Signore otto secoli prima col celebre oracolo riferito al Messia: "Ecco una vergine concepirà e darà alla luce un figlio". Giovanni Battista invece ne annuncia la venuta imminente, anzi già in atto. Come l’ araldo nell’ antichità preannunciava la venuta di un grande personaggio (di solito l’ imperatore) per preparare gli animi, così il Battista ne preannuncia la venuta.
Nel vangelo di oggi occorre considerare non solo l’ ambientazione geografica, ma anche una particolare situazione di vita. La predicazione del Precursore di Gesù è ambientata nel deserto di Giuda.. Il riferimento al "deserto" non è casuale. Nell’ esperienza ebraico-cristiana il deserto è luogo del silenzio, della riflessione, delle tentazioni: è il luogo dove Dio si rivela.Invece le acque del fiume Giordano che scorrono nel deserto, sono il segno della salvezza che avviene attraverso la purificazione battesimale.Nel brano evangelico che viene proclamato, Matteo ci presenta Giovanni il Battezzatore e Gesù di Nazareth. Giovanni attualizza e ripropone con forza il messaggio profetico alla conversione e alla penitenza e con lui si conclude il ciclo del ministero profetico.
Dopo di lui viene annunziato il regno di Dio. Gesù invece è il Messia liberatore lungamente atteso e ora presente.
Giovanni viveva una vita austera. Il suo vestito era una tunica fatta di peli di cammello con una cintura ai fianchi, simile a quello dei beduini del deserto; il suo cibo, locuste e miele selvatico. Egli era stato profetizzato come una "voce", "voce di uno che grida nel deserto". E questa voce si fa sentire con tutta la sua forza dirompente: è una voce che contesta e condanna lo stato di empietà, ma nello stesso tempo propone di cambiare modello di vita: "Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino". A lui accorreva gente di Gerusalemme, da tutta la Giudea e dai paesi circonvicini. Scossa dalla sua parola, confessava i propri peccati e si faceva battezzare. Ma in questa folla variopinta ci sono anche farisei e sadducei: a costoro rivolge invettive di fuoco: "Razza di vipere" li chiama; però anche a loro rivolge l’invito alla conversione e all’ autenticità della vita. Non basta infatti essere figli di Abramo per ritenersi giusti. Bisogna invece "fare frutti degni di conversione".
C’era infatti un grosso errore molto diffuso: gli israeliti si consideravano figli di Abramo. Questi era uomo prediletto da Dio e quindi certamente accolto nel suo regno. E allora pensavano che di conseguenza il solo fatto di essere suoi discendenti, li assicurava della salvezza. Ma Giovanni scardina questa falsa certezza e li ammonisce a cambiare totalmente mentalità.
La Parola viene presentata dal Battista ora come "scure", ora come "seme", ora come "fuoco". Con la "scure" Gesù viene a potare l’ albero, per averne frutti abbondanti; in caso contrario essa taglia e getta nel fuoco. Come "fuoco" ("Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco"), Gesù viene a purificare e distruggere il peccato. Come "seme", la Parola di Gesù ridona fecondità ad una terra inaridita e senz’acqua.
Il vangelo di Matteo ci induce a diventare noi stessi precursori, via che porta a Dio. Innanzitutto Gesù a- spetta da noi la nostra conversione, oggi. Non dobbiamo sfuggire all’ oggi di Dio; domani potrebbe essere troppo tardi. Forse anche per noi occorre una drastica conversione ad U. Se la realizziamo, allora potremo dire di essere anche noi gente che spiana la strada e desta un’ attesa.
Siamo chiamati a collaborare alla costruzione del regno di Dio, che è la presenza di Cristo in mezzo a noi. Dobbiamo saperlo riconoscere nei poveri, nei sofferenti, negli emarginati; dobbiamo renderlo presente in tutte le situazioni di ingiustizia e di peccato e gridare anche noi nel deserto dei cuori: "Convertitevi, perché il regno di Dio è vicino". A questo compito siamo stati consacrati attraverso il battesimo. Dobbiamo riscoprirne la ricchezza; viverlo nella vita di ogni giorno, per non rischiare a anche noi di cadere nello stesso errore degli israeliti di crederci salvi solo perché siamo cristiani.
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