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7 Giugno 2009 - Santissima Trinità
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7 giugno - SANTISSIMA TRINITA' (ANNO B)
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Grado della Celebrazione: SOLENNITA'
Colore liturgico: Bianco
PRIMA LETTURA (Dt 4,32-34.39-40)
Il Signore è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra; e non ve n’è altro.
Dal libro del Deuteronòmio
Mosè parlò al popolo dicendo:
«Interroga pure i tempi antichi, che furono prima di te: dal giorno in cui Dio creò l’uomo sulla terra e da un’estremità all’altra dei cieli, vi fu mai cosa grande come questa e si udì mai cosa simile a questa? Che cioè un popolo abbia udito la voce di Dio parlare dal fuoco, come l’hai udita tu, e che rimanesse vivo?
O ha mai tentato un dio di andare a scegliersi una nazione in mezzo a un’altra con prove, segni, prodigi e battaglie, con mano potente e braccio teso e grandi terrori, come fece per voi il Signore, vostro Dio, in Egitto, sotto i tuoi occhi?
Sappi dunque oggi e medita bene nel tuo cuore che il Signore è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra: non ve n’è altro.
Osserva dunque le sue leggi e i suoi comandi che oggi ti do, perché sia felice tu e i tuoi figli dopo di te e perché tu resti a lungo nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà per sempre».
Parola di Dio
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SECONDA LETTURA (Rm 8,14-17)
Avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».
Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria
Parola di Dio
VANGELO (Mt 28,16-20)
Battezzate tutti i popoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.
Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».
Commento di P. Vittorino Vivacqua
La festa della SS. Trinità apre il lungo periodo dell' anno liturgico; un tempo chiamato "ordinario", perchè non celebra nessuna memoria particolare di Gesù. Ma potremmo dire che la SS. Trinità proietta in tutto l'anno la sua luce. La stessa abitudine di iniziare ogni nostra azione principale ed ogni giornata nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo ci coinvolge direttamente e ci mette in comunione con la divinità. .
La parola Trinità non è presente nella Bibbia; essa è frutto della riflessione teologica della Chiesa. Ma il Dio della Scrittura non è un Dio solitario, bensì il Dio immerso in una immensa circolazione di amore, che comunica, dialoga, svela la comunione trinitaria.
Di fronte a questo grande mistero, più che fare delle sottili disquisizioni teologiche, dobbiamo cogliere gli squarci di luce che ci vengono dalla rivelazione biblica. Il Dio "unico" di Israele si propone all' uomo e si manifesta "con prove, segni, prodigi, battaglie, con mano potente e braccio teso", come dice la prima il lettura odierna tratta dalla conclusione del primo discorso messo in bocca a
Mosè nel Deuteronomio. Il "predicatore" si rivolge al popolo perchè non ceda alla seduzione delle divinità cananee, ma si ricordi dei grandi interventi di Jahwé nella sua storia. A cominciare dalla creazione del mondo, che è descritta come opera dell' "mani" di Dio, così come con le sue mani "ha plasmato" l'uomo; ; mentre la liberazione dall' Egitto è opera della sua "mano potente" e del suo ; "braccio teso".Esiste un Dio unico che esce da se stesso, si mette alla guida del suo popolo e non resta indifferente di fronte all' ingiustizia e all 'oppressione.
Nel bellissimo brano tratto dal Deuteronomio, Dio ci parla con una forte carica di amore ed in un certo senso ci prepara ad accettare la rivelazione del Nuovo Testamento. Infatti un Dio che ama, non può essere che un Dio "fecondo" al di dentro di sè, prima di operare esternamente. Il Dio Creatore del cielo e della terra non se n' è restato impassibile nel suo cielo, ma è sceso a dialogare con l' uomo.
La rivelazione cristiana apre ulteriori orizzonti a questa luce che ci viene già dal Vecchio Testamento. Nel Nuovo Testamento accanto al Padre appare il Figlio inviato nel mondo e lo Spirito Santo vivificatore.
La seconda lettura tratta dal capitolo 8° della lettera ai Romani è estremamente suggestiva. Paolo ci presenta due spiriti. Lo spirito dell' uomo principio del suo esistere e del suo operare e lo spirito di Dio, principio del suo amore e del suo comunicare con l'uomo. Questo "spirito" divino penetra nell' intimo dell 'uomo e lo pervade del suo soffio così da trasformarlo da figlio dell'uomo in figlio di Dio." Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella. paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo" Abbà, Padre". Un tono di intensa affettività che ci permette di rivolgerci al Padre con l'espressione affettuosa di "Abbà" che significa "papà mio", "babbo carissimo", esprimendo così sicurezza e piena fiducia alla stessa maniera di Gesù.
Secondo Paolo noi siamo stati immessi all'interno della vita divina, diventando figli di Dio, attraverso il battesimo, visto come radice dell' intera vicenda umana. La Trinità è presente in noi anche per la presenza dello Spirito Santo nel nostro cuore: "Che voi siete figli - scrive S. Paolo - ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo figlio... ".
Lo stesso concetto viene lapidariamente formulato nella finale del vangelo di il Matteo che oggi domina la nostra liturgia.Da una parte la figura di Gesù appare gloriosa nello splendore della sua divinità. "Mi è stato dato ogni potere in cielo e i in terra". Dall' altra egli è vicino alla sua Chiesa alla quale affida il compito di annunziare all' umanità "tutto ciò che egli ha comandato". "Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". Ogni uomo perciò è coinvolto nell' "ammaestrare", mentre la Chiesa ha il compito di battezzare nel nome della Trinità.
Da quanto traspare dai passi biblici, non dobbiamo considerare Dio come oggetto di discussione filosofica o teologica, ma prendere coscienza che siamo imparentati con la Trinità e quindi possiamo parlare a Dio, come i figli col padre.
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