Parrocchia Camigliatello Silano


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6 luglio XIV domenica del tempo ordinario

Vangelo della Domenica > Anno A 2007/2008 > Luglio

6 luglio - XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (A)

I Lettura
“ Esulta grandemente figlia di Sion, giubila, figlia di Gerusalemme! Ecco, a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino, un puledro figlio d'asina.

Farà sparire i carri da Efraim e i cavalli da Gerusalemme, l'arco di guerra sarà spezzato, annunzierà la pace alle genti, il suo dominio sarà da mare a mare e dal fiume ai confini della terra “.


II Lettura
Rm 8, 9. 11-13

Fratelli, voi non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.
E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.

Così dunque fratelli, noi siamo debitori, ma non verso la carne per vivere secondo la carne; poiché se vivete secondo la carne, voi morirete; se invece con l'aiuto dello Spirito voi fate morire le opere del corpo, vivrete.

Vangelo
Mt 11, 25-30

In quel tempo Gesù disse: “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te.

Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.

Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero”.


Commento di P. Vittorino Vivacqua


Oggi ci viene proposto un breve testo del vangelo di Matteo che ci riporta l’unica preghiera di Gesù riportata da questo evangelista. Si tratta di una “benedizione” rivolta al Padre in favore dei “piccoli”.

Il brano è quasi una cerniera che chiude il discorso missionario e ci introduce nel terzo grande discorso: quello delle parabole.

Questa “benedizione” balza con tutta la sua carica di novità, se rapportata alla reazione dei galilei di fronte all’ annunzio del Regno per il quale occorre fare una scelta radicale, mettendolo come obiettivo principale della propria esistenza. Le parole di Gesù generano l’ opposizione degli ascoltatori, che ritengono i suoi discorsi utopistici e inaccettabili ed anzi da parte loro si delinea una chiara ostilità nei suoi confronti.. Gesù si trova nella sua patria e proprio i suoi conterranei sdegnosamente lo rifiutano.

Questa situazione che è stata chiamata la “crisi galilaica”, serve a Gesù per proclamare con chiarezza la scelta dei piccoli e dei poveri, ai quali soltanto è riservato il Regno di Dio, escludendo “i sapienti e gli intelligenti”.

Il tema viene anticipato dalla prima lettura tratta dal libro del profeta Zaccaria che annunzia la venuta del Messia come “giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino, un puledro figlio d'asina”.


Quello dei “piccoli” e dei “poveri” è un tema caro e ricorrente nella Bibbia..

Nel vangelo di Matteo “piccolo” è lo stesso Gesù che si rivela nell’umiltà, come preannunciato dal profeta Zaccaria. Egli si abbassa talmente da farsi uomo tra gli uomini. E “piccoli” sono i suoi discepoli, perché sono il modello del cristiano. Essi non sono chiamati per imparare qualcosa, ma per condividere la sua vita . Qui il verbo “imparare”( “imparate dame che sono mite ed umile di cuore”), non significa apprendere nozioni scolastiche, ma condividere la mitezza e l’ umiltà del Maestro. “Piccolo” è il bambino che si abbandona fiducioso tra le braccia materne. “Piccolo” è colui che riconosce il proprio limite e si abbandona in tutto al Padre celeste.
Simile è il significato della parola “povero”, in ebraico
“anaw”. E’ un termine che ricorre soprattutto nei testi profetici di Sofonia e Zaccaria, che mettono in guardia dall’ aver fiducia nei potenti e nella ricchezza. I poveri, gli umili, l’ orfano la vedova, i piccoli, devono appoggiarsi solo in Jhwh. E’ a loro che viene predicata “la buona novella” della salvezza. perché ha “ tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le ha rivelate ai piccoli”. A costoro Gesù rivela la più alta e sorprendente verità: Dio è “Padre” e possiamo addirittura chiamarlo col termine confidenziale di “Abbà” “Papà”.
Ai “sapienti” e gli “intelligenti” invece, come gli scribi ed i farisei protagonisti del rifiuto opposto a Gesù,
“sono tenute nascoste queste cose” . Costoro sono pieni di se stessi, orgogliosi ed autosufficienti, ricchi delle loro buone opere, sazi della loro cultura, per cui non sentono alcun il bisogno di mettersi in ricerca. Sono gli amanti delle quisquiglie, delle dispute,dei discorsi accademici; ma rifiutano di condividere la vita e la ricchezza della personalità di Cristo. Essi amavano chiamare “giogo” la legge mosaica, fissata nel Vecchio Testamento con prescrizione minuziose di divieti e di prescrizioni positive. Erano in tutto 614; 365 divieti e 248 prescrizioni positive. Queste erano collocate simbolicamente sul collo del credente, per orientarne il cammino.
Con Gesù questo “giogo” viene sottratto alla rigidità delle norme legalistiche e diventa “soave”, anche se non meno esigente, perché basato sulla legge dell’ amore.
“Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero”.


Il vangelo di oggi ci induce ad una profonda riflessione. Oggi come sempre, ci sono persone orgogliose e soddisfatte in ogni condizione di vita. Ci sono quelli che si gloriano delle ricerche scientifiche che spesso diventano non tanto oggetto di ricerca per il bene dell’ umanità, ma affermazione di autosufficienza e di valore assoluto, che spesso travalicano i confini di una qualsiasi morale. Il vero scienziato è “umile”, insoddisfatto ed inquieto, perché si rende conto della precarietà della scienza. Ci sono filosofi che credono di possedere tutta la verità. Ci sono i presuntuosi pieni di se stesi che pensano di essere maestri degli altri e non sentano il minimo bisogno di mettersi in discussione. Ci sono coloro che sradicano la propria esistenza da qualunque punto di riferimento morale. Sono coloro ai quali Dio non rivela se stesso e quindi si mettono fuori dal piano di salvezza.

Di fronte ad un verità rivelata da Gesù, figlio di Dio, che ha proclamato di essere la Verità, scompare l’ autosufficienza dei sapienti e degli intelligenti di questo mondo. Solo a chi ha fiducia in Dio e si fa piccolo ed umile, viene rivelato il mistero della salvezza.

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