Parrocchia Camigliatello Silano


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6 aprile III domenica di Pasqua

Vangelo della Domenica > Anno A 2007/2008 > Aprile

6 aprile - III domenica di Pasqua (Anno A)


I Lettura
At 2, 14. 22-33

Nel giorno di Pentecoste, Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta così: "Uomini di Giudea, e voi tutti che vi trovate a Gerusalemme, vi sia ben noto questo e fate attenzione alle mie parole:
Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazaret uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua, come voi ben sapete, dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l'avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l'avete ucciso.
Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere.
Dice infatti Davide a suo riguardo: Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; poiché egli sta alla mia destra, perché io non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua; ed anche la mia carne riposerà nella speranza, perché tu non abbandonerai l'anima mia negli inferi, né permetterai che il tuo Santo veda la corruzione. Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza.
Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e la sua tomba è ancora oggi fra noi. Poiché però era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne vide corruzione.
Questo Gesù Dio l'ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni.
Innalzato pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che egli aveva promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire.

II Lettura
1 Pt 1, 17-21

Carissimi, se pregando chiamate Padre colui che senza riguardi personali giudica ciascuno secondo le sue opere, comportatevi con timore nel tempo del vostro pellegrinaggio. Voi sapete che non a prezzo di cose corruttibili, come l'argento e l'oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta ereditata dai vostri padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, come di agnello senza difetti e senza macchia.
Egli fu predestinato gia prima della fondazione del mondo, ma si è manifestato negli ultimi tempi per voi. E voi per opera sua credete in Dio, che l'ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria e così la vostra fede e la vostra speranza sono fisse in Dio.

Vangelo
Lc 24, 13-35

In quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto.
Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. Ed egli disse loro: "Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?". Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: "Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?".
Domandò: "Che cosa?". Gli risposero: "Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l'hanno crocifisso. Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l'hanno visto". Ed egli disse loro: "Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?". E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: "Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino". Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro.
Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista.
Ed essi si dissero l'un l'altro: "Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?".
E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: "Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone". Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Commento di P. Vittorino Vivacqua



La terza domenica di Pasqua ha al centro una straordinaria pagina di Luca: il celebre incontro di Gesù coi discepoli di Emmaus.
1 – La prima lettura tratta dagli Atti degli Apostoli riporta un brano dei discorsi di Pietro che si caratterizzano per lo sfondo biblico che supporta la sua catechesi. Egli, riportando diverse citazioni del Vecchio Testamento, li reinterpretra alla luce di Gesù, collegandoli col Nuovo Testamento. I.l suo scopo è dimostrare che la resurrezione di Gesù, già prefigurata nel Vecchio Testamento, non è un episodio marginale, ma il culmine della storia della salvezza. Ecco perché la risurrezione di Gesù va interpretata "secondo le scritture".
2 – La trama dell’incontro dei discepoli di Emmaus con Gesù, coinvolge la vita di fede di ogni credente. Uno dei discepoli si chiamava Cleopa; dell’altro non conosciamo il nome. Costoro tornavano da Gerusalemme tristi e sfiduciati. Avevano perduto la speranza, dopo aver constatato la crocifissione e morte di Gesù. "Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele".
Anche la nostra vita è spesso segnata dalla tristezza; una tristezza giustificata dalla sconfitte quotidiane: la povertà, la violenza, la sopraffazione, il dispregio della persona umana, la guerra. Ma proprio quando tutto sembra crollare ed il credo frantumarsi. ecco che il crocifisso stesso si pone in mezzo ai discepoli e quindi in mezzo a noi. Gesù è il viandante che si unisce alla precarietà del nostro pellegrinaggio terreno e "ci scalda il cuore" e ci ridona fiducia e speranza.
Infatti Gesù Risorto si unisce ai due viandanti che non lo riconoscono, e, "cominciando da Mosè a tutti i profeti, spiegò loro in tutte le scritture ciò che si riferiva a lui. Ed allora il cuore dei discepoli ritorna ad "ardere". Ma non è ancora la fede.
Ormai si fa sera, ed i viandanti invitano Gesù a "restare con loro" ed assidersi alla mensa di una cena nella loro modesta casa della Palestina. Ad un tratto Cristo ripete i gesti e le parole dell’ultima Cena e nel pane spezzato finalmente si aprono i loro occhi e riconoscono il Risorto che subito dopo sparisce dalla loro vista. I discepoli non possono tenere per se l’ esperienza vissuta, e "senza indugio" ritornano a Gerusalemme per annunziare che Cristo è risorto.
Questo stupendo racconto è la storia di un viaggio spirituale in mezzo alla crisi di fede segnata dalla delusione e dal dubbio.. Eppure anche in questo momento, l’ uomo non è mai solo. Gesù è veramente l’Emmanuele, il Dio con noi, colui che si fa compagno della nostra vita.
Ci sono in Luca due espressioni fondamentali: "cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.". Ed inoltre: "prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro". E’ con questi due segno che l’ esperienza di Cleopa e del suo compagno può essere vissuta anche da noi oggi. Il Cristo Risorto ha celebrato nella casa dei discepoli e continua a celebrare oggi la liturgia della parola e la liturgia eucaristica.
Ogni domenica, giorno del Signore, noi celebriamo la Pasqua e nella celebrazione della Messa, nutriti dalla parola di Dio e del pane eucaristico, sperimentiamo la presenza di Cristo in mezzo a noi e la nostra fede si rafforza e la nostra speranza si ravviva.
E allora anche noi, con i discepoli di Emmaus, siamo chiamati a percorrere l’ itinerario della missione, ovvero dare a tutti l’ annuncio evangelizzante nell’ ambiente quotidiano della nostra vita.
Pietro nella sua lettera ci scrive: "se pregando chiamate Padre colui che senza riguardi personali giudica ciascuno secondo le sue opere, comportatevi con timore nel tempo del vostro pellegrinaggio". E conclude. "E voi per opera sua credete in Dio, che l'ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria e così la vostra fede e la vostra speranza sono fisse in Dio".

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