Parrocchia Camigliatello Silano


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4 maggio Ascensione

Vangelo della Domenica > Anno A 2007/2008 > Maggio

4 maggio
ASCENSIONE DEL SIGNORE



I Lettura

At 1, 1-11
Nel mio primo libro ho già trattato, o Teòfilo, di tutto quello che Gesù fece e insegnò dal principio fino al giorno in cui, dopo aver dato istruzioni agli apostoli che si era scelti nello Spirito Santo, egli fu assunto in cielo.
Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio.
Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre “quella, disse, che voi avete udito da me:
Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni”.
Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: “Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?”.
Ma egli rispose: “Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra”.
Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n'andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo”.


II Lettura
Ef 1, 17-23
Fratelli, il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una più profonda conoscenza di lui. Possa egli davvero illuminare gli occhi della vostra mente per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi credenti secondo l'efficacia della sua forza che egli manifestò in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli, al di sopra di ogni principato e autorità, di ogni potenza e dominazione e di ogni altro nome che si possa nominare non solo nel secolo presente ma anche in quello futuro.
Tutto infatti ha sottomesso ai suoi piedi e lo ha costituito su tutte le cose a capo della Chiesa, la quale è il suo corpo, la pienezza di colui che si realizza interamente in tutte le cose.

Vangelo
Mt 28, 16-20
In quel tempo, gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato. Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano.
E Gesù, avvicinatosi, disse loro: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.


Commento di P. Vittorino Vivacqua




Oggi celebriamo l’ Ascensione del Signore e la liturgia della parola ci presenta tre letture molto significative.
La prima, tratta dagli Atti degli Apostoli, è l’ unica a descrivere questi eventi: “Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n'andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo”.
In queste parole colpisce subito l’ insistenza sugli elementi visivi: guardare, sottrarre agli occhi, la nube, un movimento ascensionale controllabile con lo sguardo. Ma Luca, pur usando elementi descrittivi particolareggiati, non vuole farci una cronaca dell’ Ascensione. Vuole esprimere invece la


continuità fra prima e dopo Pasqua e presentarci Gesù glorificato come “il Signore” che siede alla destra del Padre e che ritornerà glorioso alla fine dei tempi.
Il linguaggio è tratto dal genere letterario del “rapimento” non nuovo nella Bibbia. Si pensi ad esempio al “rapimento” di Elia. Ad esso sono comuni: il salire verso il cielo, il guardare stupito degli spettatori, la nube, il discorso di addio e l’ apparizione angelica. E’ questa anche la struttura portante del racconto di Luca. Ma qui il “guardare il cielo” degli Apostoli è indice di smarrimento, un colpevole ripiegarsi su se stessi.
Ormai il Regno, chiarito ed approfondito con gli Apostoli nel periodo di Pasqua, non è più legato ad un luogo, Gerusalemme, ma ad una persona: Gesù Cristo. In Gerusalemme Gesù compie la sua missione terrena e qui la chiesa inizia la sua espansione nel mondo, sotto la guida dello Spirito.
Anche nel brano paolino, posto in apertura della lettera ai cristiani di Efeso, è presente lo stesso movimento ascensionale: dal sepolcro scavato nella terra, Gesù sale sino al trono divino, dal regno della morte, passa al regno della vita. Questo brano sottolinea la pari dignità tra Dio e il Cristo glorioso di Pasqua. “Sedere alla destra” infatti nel linguaggio biblico significa avere lo stesso potere, la stessa dignità.
Nella grandiosa apparizione pasquale che chiude il vangelo di Matteo c’ è ancora un tracciato verticale, ma in senso “discensionale”. Infatti dall’alto del suo potere Cristo glorioso fa scendere sui discepoli posti su un monte della Galilea, un’ ultima parola, radice della missione della Chiesa. “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato”.
Nel suo vangelo Matteo ha molto insistito nel presentarci Gesù come l’ Emmanuele, cioè come colui che è sempre presente nella sua comunità, anche dopo l’ Ascensione. Infatti Gesù ha detto: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. E anche se Matteo non parla dell’ Ascensione, non esita a sottolineare la dimensione gloriosa e regale: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra”.
L’ Ascensione col suo simbolismo spaziale, proclama la gloriosa resurrezione di Gesù che supera i limiti della nostra realtà terrena. Egli è “disceso” dall’ area divina, camminando per le strade degli uomini, sprofondando in una delle loro tombe. Con la Pasqua egli spezza la prigione della terra a cui tutta l’ umanità è legata e, ritornando nella patria di Dio, porta con se le sue creature. Perciò Paolo afferma che Gesù “Ascendendo al cielo, ha portato con se i prigionieri”.
Questo evento conclusivo della vita di Gesù Cristo che compie sino in fondo la volontà del Padre, apre a ciascuno di noi una grande prospettiva: quella della vita eterna. L’ uomo non è più imprigionato nelle strette frontiere delle cose e nei confini del nostro pianeta, ma è aperto all’ Assoluto con tutto il suo essere, perché Gesù Cristo ci ha resi partecipi del suo stesso destino.


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