Parrocchia Camigliatello Silano


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3 febbraio IV domenica del tempo ordinario

Vangelo della Domenica > Anno A 2007/2008 > Febbraio


I Lettura
Sof 2,3; 3, 12-13

Cercate il Signore voi tutti, umili della terra, che eseguite i suoi ordini; cercate la giustizia, cercate l'umiltà, per trovarvi al riparo nel giorno dell'ira del Signore.
Farò restare in mezzo a te un popolo umile e povero; confiderà nel nome del Signore il resto d'Israele. Non commetteranno più iniquità e non proferiranno menzogna; non si troverà più nella loro bocca una lingua fraudolenta. Potranno pascolare e riposare senza che alcuno li molesti.

II Lettura
1 Cor 1, 26-31

Considerate la vostra chiamata, fratelli: non ci sono tra voi molti sapienti secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili.
Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio.
Ed è per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto: Chi si vanta si vanti nel Signore.


Vangelo
Mt 5, 1-12

In quel tempo: vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

Commento di P. Vittorino Vivacqua


Le beatitudini che oggi sono proclamate, aprono il primo dei cinque grandi discorsi nei quali Matteo racchiude la predicazione di Gesù. E’ l’ inizio del celebre "discorso della montagna". Questa denominazione va vista alla luce del Vecchio Testamento e allude alla montagna del Sinai dove Mosè ricevette le tavole della legge. Gesù è presentato come il nuovo Mosè, il legislatore che è venuto a dare compimento alla legge antica e a proclamarne una nuova.
Il normale insegnamento generalmente si impartiva in piedi. Qui invece Gesù è "seduto". Questo verbo esprime nella Bibbia l’ atteggiamento del maestro che richiede concentrazione, consapevolezza di trasmettere qualcosa di importante ed impegnativo.
Nel Vecchio Testamento troviamo spesso il termine " beatitudine". Esso indica la felicità del giusto che si affida al Signore e ne riceve la ricompensa per lo più di carattere materiale. Gesù riprende questo genere letterario e ne cambia radicalmente i contenuti. Per il pio ebreo infatti la felicità consisteva nell’ abbondanza dei beni, del successo, della prosperità. Ma già nel profeta Sofonia la beatitudine ha un diverso orizzonte che coincide con le beatitudini evangeliche. "Farò restare in mezzo a te un popolo umile e povero; confiderà nel nome del Signore il resto di Israele".
Gesù capovolge il concetto di "beatitudine". Per lui paradossalmente è beato il povero, il mite, il piangente, il misericordioso, l’ affamato di giustizia, il perseguitato. E allora bisogna capire il significato delle beatitudini anche perché esse rappresentano la "magna carta" su cui si fonda il nuovo popolo di Dio.
Gesù proclama beate alcune categorie di persone. Quali? In primo luogo i "poveri in spirito". Matteo sembra mitigare l’ asprezza della condizione di povertà dando ad essa una connotazione di distacco dalle cose terrene. Ma non può essere povero chi è sazio di beni. La condizione di povertà parte innanzitutto dalla indigenza e dalla insufficienza economica.
Il termine ebraico "’anawim" tradotto con "povero" indica coloro che sono "curvi" sotto l’ oppressione del prepotente, vittime indifese dello strapotere degli iniqui. Ma per Sofonia il termine significa colui che confida in Dio. A lui si riferisce la beatitudine evangelica. Il povero è colui che si stacca concretamente dalle cose, colui che non ha il cuore indurito, ma fonda la sua sicurezza unicamente in Dio.
Gesù chiama beati "gli afflitti" cioè coloro che attanagliati da vari problemi, desiderano la liberazione.
Beati sono anche "i miti"; cioè coloro che rifuggono dalla prepotenza e dalla violenza per farsi spazio nella vita.
Beati inoltre sono coloro "che hanno fame e sete della giustizia". Ove la parola "giustizia" non significa equità dei giudizi umani, ma"fare la volontà di Dio". Chi impronta la propria vita alla volontà divina, soffre perché il mondo cammina in maniera opposta a quello che Dio vuole e quindi desidera ardentemente la realizzazione della sua volontà.
I "misericordiosi" sono coloro che sanno perdonare. I "puri di cuore" sono quelli dal cuore semplice che rifuggono da ogni doppiezza e inganno. Gli "operatori di pace" sono coloro che costruiscono la pace giorno per giorno in ogni ambito della vita: quello interpersonale e quello socio politico. I "perseguitati a causa della giustizia" sono coloro che subiscono persecuzioni per la loro fedeltà alla volontà di Dio.

Le beatitudini costituiscono la "legge del Regno". Esse si pongono in alternativa alla legge del mondo, che proclama beati i ricchi, i potenti, i gaudenti e dove regnano odi, divisioni, soprusi e inganni.
A coloro che seguono questa nuova legge, Gesù garantisce il premio. I verbi al futuro che seguono ogni beatitudine, non sono una vaga promessa, ma esprimono la certezza che tutto si realizzerà. Perciò i poveri possederanno " il regno dei cieli"; gli afflitti "saranno consolati"; i miti "erediteranno la terra"; gli assetati ed affamati di giustizia "saranno saziati"; i misericordiosi "troveranno misericordia"; i puri di cuore "vedranno Dio" i perseguitati possederanno "il regno dei cieli".


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