Parrocchia Camigliatello Silano


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3 agosto XVIII domenica del tempo ordinario

Vangelo della Domenica > Anno A 2007/2008 > Agosto

3 agosto - XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

I Lettura
Is 55, 1-3
Così dice il Signore: “O voi tutti assetati venite all'acqua, chi non ha denaro venga ugualmente; comprate e mangiate senza denaro e, senza spesa, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro patrimonio per ciò che non sazia? Su, ascoltatemi e mangerete cose buone e gusterete cibi succulenti.
Porgete l'orecchio e venite a me, ascoltate e voi vivrete. Io stabilirò per voi un'alleanza eterna, i favori assicurati a Davide”.

II Lettura
Rm 8, 35. 37-39
Fratelli, chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?
Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati.
Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.

Vangelo
Mt 14, 13-21
In quel tempo, quando udì della morte di Giovanni Battista, Gesù partì su una barca e si ritirò in disparte in un luogo deserto. Ma la folla, saputolo, lo seguì a piedi dalle città. Egli, sceso dalla barca, vide una grande folla e sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si accostarono i discepoli e gli dissero: “Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare”.
Ma Gesù rispose: “Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare”. Gli risposero: “Non abbiamo che cinque pani e due pesci!”. Ed egli disse: “Portatemeli qua”.
E dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla.
Tutti mangiarono e furono saziati; e portarono via dodici ceste piene di pezzi avanzati.
Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Commento di P. Vittorino Vivacqua

Concluso il discorso “in parabole”, segue la cosiddetta “sezione dei pani” perché caratterizzata da due racconti della moltiplicazione dei pani. Ora la nostra riflessione si incentra su alcuni miracoli di Gesù che si protrarranno fino alla domenica 22^.
Le tre letture di oggi, domenica XVIII^ parlano di cibo e bevanda necessari per la vita del corpo. Isaia nella prima lettura ci invita a dissetarci di vera acqua e nutrirci di vero pane; S. Paolo ci esorta a restare uniti a Cristo specialmente nelle tribolazioni della vita, nella comunione del suo corpo e del suo sangue; Matteo narra il miracolo della moltiplicazione dei cinque pani e due pesci. Ma tutte e tre le letture si riferiscono al pane disceso dal cielo che è il verbo di Dio fatto carne.

Isaia invita: “O voi tutti assetati venite all’acqua”. E’ un invito a tutti coloro che hanno
“fame e sete di giustizia” e non si adattano ad un cibo e ad una bevanda qualsiasi. Il messaggio è rivolto a tutti gli uomini chiamati a partecipare ai beni messianici rappresentati da un banchetto di cibi succulenti. Tutti questi doni vengono dati nella più assoluta gratuità. A questi si contrappone la pretesa dell’ uomo di cercare e di realizzare autonomamente il proprio benessere senza però riuscirvi: “Perché spendete denaro per ciò che non è pane , il vostro patrimonio per ciò che non sazia?”. Tale stolta pretesa può essere eliminata solo da una docile accettazione del dono di Dio che si manifesta attraverso la sua parola: “Porgete l’ orecchio… ascoltate e poi vivrete”.


Matteo introduce il racconto del miracolo della moltiplicazione dei pani presentandoci Cristo che vedendo la gran folla che lo attendeva in un luogo deserto, “sentì compassione per loro e guarì i loro malati”. La malattia, la fame, la sete, la paura, sono oggetto della compassione premurosa del Cristo che non rimane insensibile di fronte al disagio dell’ uomo. A questo gesto preliminare, segue il racconto della moltiplicazione dei pani, che nei suoi verbi di azione “prendere”, “pronunziare la benedizione”, “spezzare”, “dare”, “distribuire”, fanno chiaro riferimento all’ eucaristia.
Il racconto è semplice e significativo. C’ è una grande moltitudine di persone desiderosa di ascoltare Gesù. Essa ha fame della parola di Dio e non si cura dei propri bisogni materiali. Intanto si fa sera e il luogo è deserto. Gli apostoli allora pensano di risolvere il problema, suggerendo a Gesù di congedare la folla, perché vada nei villaggi vicini a comprarsi da mangiare, Ma la risposta di Gesù è sorprendente e li coinvolge direttamente : “
date loro voi stessi da mangiare”! E subito le scusanti: “Non abbiamo che cinque pani e due pesci.”! E Gesù risponde: “Portatemeli qua”.
Alla folla viene ordinato di sedersi sull’ erba e quei cinque pani e due pesci, benedetti e spezzati, distribuiti dai discepoli, saziano una folla di
“cinquemila uomini, senza contare le donne ed i bambini”. Tutti ebbero cibo a sazietà e addirittura ne sopravanzarono dodici ceste. Questa abbondanza non è solo materiale, essa si riferisce anche alla pienezza dei beni che vengono profusi quando interviene Gesù. Anche il numero 12 nel simbolismo biblico esprime abbondanza e pienezza.
Ed ora qualche osservazione. Nella preghiera del Padre nostro Gesù ci insegna a chiedere il pane quotidiano, che corrisponde ad un’esigenza fondamentale dell’ uomo. Il pane significa tutto ciò che è necessario per vivere dignitosamente. Il vangelo ricorda che tutti dobbiamo collaborare perchè a nessuno manchi il sostentamento necessario. Ai discepoli che si mostrano premurosi, ma delegano agli altri la soluzione dei problemi, Gesù risponde: “Date loro voi stessi da mangiare”. E’ un monito stringente per ogni cristiano, ed un preciso dovere dei popoli ricchi. La Populorum Progressio ammonisce
“I popoli della fame interpellano oggi in maniera drammatica i popoli dell’ opulenza”.
Gesù opera il miracolo partendo da ciò che la generosità di qualcuno gli offre. L’ insegnamento è evidente. Il poco donato con cuore è capace con l’ aiuto della Provvidenza di moltiplicarsi miracolosamente. Il problema della fame nel mondo si risolverebbe se i popoli ricchi non volessero tenere egoisticamente per se le loro ricchezze.
Il miracolo narrato è chiaramente collegato con l’ Eucaristia. Come il corpo ha bisogno del pane per sostentarsi, così l’ anima ha bisogno di nutrirsi del pane della vita. Abbiamo tutti fame di qualcosa che nutri il nostro spirito. Questo pane c’è stato donato in abbondanza. Ce lo dice l’ evangelista Giovanni nel celebre discorso di Cafarnao:
“Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna e che il Figlio dell’ uomo ridarà… Non Mosè vi ha dato il pane del cielo, ma il Padre mio vi da il pane del cielo, quello vero… Io sono il pane della vita… Io sono il pane vivo disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane, vivrà in terno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo” (Giov. 6,27-57).


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