Parrocchia Camigliatello Silano


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30 dicembre Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

Vangelo della Domenica > Anno A 2007/2008 > Dicembre 2007


I Lettura

Sir 3, 2-6. 12-14
Il Signore vuole che il padre sia onorato dai figli, ha stabilito il diritto della madre sulla prole.
Chi onora il padre espia i peccati; chi riverisce la madre è come chi accumula tesori. Chi onora il padre avrà gioia dai propri figli e sarà esaudito nel giorno della sua preghiera.
Chi riverisce il padre vivrà a lungo; chi obbedisce al Signore dàalla madre.
Figlio, soccorri tuo padre nella vecchiaia, non contristarlo durante la sua vita. Anche se perdesse il senno, compatiscilo e non disprezzarlo, mentre sei nel pieno vigore. Poiché la pietà verso il padre non sarà dimenticata, ti sarà computata a sconto dei peccati.

II Lettura

Col 3, 12-21
Fratelli, rivestitevi, come eletti di Dio, santi e diletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza; sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi.
Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo di perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti!
La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi, inni e cantici spirituali. E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre. Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come si conviene nel Signore. Voi, mariti, amate le vostre mogli e non inaspritevi con esse. Voi, figli, obbedite ai genitori in tutto; ciò è gradito al Signore. Voi, padri, non esasperate i vostri figli, perché non si scoraggino.

Vangelo

Mt 2, 13-15. 19-23
I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo".
Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall'Egitto ho chiamato il mio figlio.
Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e và nel paese d'Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino". Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d'Israele.
Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nazaret, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: "Sarà chiamato Nazareno".

Commento di P. Vittorino Vivacqua


Subito dopo il Natale, la liturgia presenta alla nostra riflessione l'icona della Sacra famiglia come modello e fonte di ispirazione di tutte le famiglie umane.


La famiglia di Gesù ha una storia molto simile alle altre famiglie, ma nello stesso tempo ha caratteristiche diverse, data la presenza di Gesù e le peculiarità di Giuseppe e Maria.
I vangeli sono parchi di notizie sia per quanto riguarda l'infanzia di Gesù, che per la vita familiare di Maria e di Giuseppe. Bastano però poche pennellate, poche espressioni dense di contenuto, per delineare sufficientemente la loro personalità.
Di Giuseppe si dice che era "uomo giusto" e questa espressione biblica significa che era adorno di tutte le virtù. Sappiamo inoltre che era un uomo credente che si mette a disposizione del piano di Dio, divenendo padre putativo di Gesù, e difendendolo dalle insidie di Erode e da tutti i pericoli.

Di Maria sappiamo che era la "piena di grazia", ricolma della benevolenza di Dio, che ha saputo dire il suo "sì" al Signore in tutti i momenti della sua vita.
Di Gesù Luca dice che: "era loro sottomesso. E la madre custodiva nel suo cuore tutte queste cose, e Gesù cresceva in sapienza, in età e in grazia davanti a Dio e davanti agli uomini".
Giuseppe e Maria osservavano le tradizioni religiose di Israele e per questo motivo si recarono al tempio per la purificazione, e per offrire a Dio il loro primogenito.
Pur essendo quella di Gesù una famiglia singolare, è tuttavia modello per tutte le famiglie. Conoscendo la vita di santità dei tre personaggi, possiamo facilmente affermare che in quella casa di Nazareth regnava l'armonia, la comprensione, il rispetto reciproco, la gioia. Dal vangelo sappiamo che la vita che essi conducevano a Nazareth era segnata dalla normalità. Non si raccontano miracoli, cose straordinarie o eclatanti durante i trent' anni della vita nascosta di Gesù. Tutto si svolge al ritmo di una normale famiglia israelita che viveva del lavoro delle proprie mani.
Tuttavia c'è un mistero profondo in quella famiglia che ci viene svelato dal vangelo: è quello di Gesù, che cresceva "in sapienza, età e grazia". Maria e Giuseppe avevano accolto quel figlio e mentre lo custodivano, egli cresceva progressivamente in maniera più intensa nel loro cuore.
Grazie a Dio ci sono ancora tante famiglie unite e concordi, che sono di esempio a tutti.
Ma oggi nell' era multimediale, nella globalizzazione di usi e costumi, è necessario avere dei punti fermi e recuperare il concetto costitutivo della famiglia. Perchè si mette in discussione anche quello. Si vorrebbero chiamare con questo nome le cosiddette famiglie di fatto, costituite da persone che convivono senza alcun vincolo nè religioso, nè civile, oppure formato da persone dello stesso sesso. Così come sono ritenute normali le separazioni legali, o i divorzi che a volte avvengono dopo solo pochi mesi dal matrimonio.
Una sociologa dopo aver appreso i dati statistici riguardanti le famiglie italiane, ha parlato di "analfabetismo in amore". Si pensa infatti che basti l'attrazione fisica, per costruire una unione stabile. Tante volte al matrimonio si arriva con impreparazione, immaturità, nessuna consapevolezza di ciò che comporta il vivere insieme. Si lascia tutto al caso, allo scorrere di un rapporto che non tocca la profondità dell' animo, che è superficiale ed inconcludente.
E' naturale in questi casi che l'unione fallisca.
La famiglia di Nazareth è un richiamo forte proprio per quei valori che rendono saldo un matrimonio: conoscenza e stima reciproca, capacità di donarsi all' altro senza riserve. E poi: coltivare progetti e ideali comuni, condividere tutto nelle vicende liete e tristi della vita, sapersi comprendere e perdonare, pregare insieme.
Occorre dare un' anima alla famiglia di oggi. Ritornare al principio della stabilità della famiglia, bene supremo della società. Essa sostiene i coniugi tra loro e sopratutto i figli, che hanno bisogno dell' affetto del padre e della madre.
Molte coppie danno esempio di saldezza e solidità morale. Ma sappiamo che il compito della famiglia di oggi è veramente difficile, soprattutto per quanto riguarda l'educazione dei figli. Ma perchè sfiduciarsi? I coniugi cristiani hanno in serbo una forza straordinaria che deriva dalla grazia del sacramento del matrimonio. Gli sposi cristiani non sono soli: sono sorretti dalla forza e dalla grazia di Dio e perciò possono superare con successo tutte le difficoltà. Quello che conta è mettersi sotto lo sguardo di Dio, così come fece la sacra famiglia di Nazareth, da cui devono prendere esempio tutte le famiglie del mondo.



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