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Vangelo della Domenica > Anno A 2007/2008 > Dicembre 2007
I Lettura
Is 2, 1-5
Ciò che Isaia, figlio di Amoz, vide riguardo a Giuda e a Gerusalemme.
Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà eretto sulla cima dei monti e sarà più alto dei colli; ad esso affluiranno tutte le genti. Verranno molti popoli e diranno: "Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci indichi le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri". Poiché da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola del Signore.
Egli sarà giudice fra le genti e sarà arbitro fra molti popoli. Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell'arte della guerra. Casa di Giacobbe, vieni, camminiamo nella luce del Signore.
II Lettura
Rm 13, 11-14
Questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché la nostra salvezza è più vicina ora di quando diventammo credenti.
La notte è avanzata, il giorno è vicino. Gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze, non fra impurità e licenze, non in contese e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo e non seguite la carne nei suoi desideri.
Mt 24, 37-44
Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo.
Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell'arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell'uomo.
Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l'altro lasciato.
Due donne macineranno alla mola: una sarà presa e l'altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà.
Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi state pronti, perché nell'ora che non immaginate, il Figlio dell'uomo verrà.
Commento a cura di P. Vittorino Vivacqua
La liturgia scandisce lo scorrere del tempo del cristiano in un ciclo triennale, diviso in anno A,B e C, durante il quale si proclamano quasi tutti i passi principali della Bibbia. I vangeli di queste domeniche, sempre diversi nei tre anni, sono tratti ogni anno o da Matteo, o da Marco o da Luca. Quest’ anno inizia l’ anno A e le letture evangeliche sono in prevalenza quelle di Matteo.
Con questa I domenica detta di "Avvento", inizia anche il nuovo anno liturgico, che ruota attorno a due grandi avvenimenti: la venuta di Cristo in mezzo a noi e l’evento fondamentale della risurrezione del Signore. Attorno a questo nucleo centrale si sviluppano poi 34 domeniche del tempo ordinario e le altre feste del Signore.
"Avvento", parola latina che significa "avvenimento" "venuta", traduceva nell’ antico oriente l’ attesa e la preparazione per la venuta del re. Il popolo d’ Israele con questa parola designava l’ attesa del Messia promesso. Per noi, cristiani di oggi, l’ "avvento" ha una duplice valenza: fare memoria del Signore che è già venuto in mezzo a noi e nello stesso tempo proiettarci nel futuro, quando ritornerà alla fine dei tempi (parusia).
E’ insito nel cuore dell’ uomo attendere qualcosa di nuovo che cambi la vita personale e sociale. Oggi, angosciati dal clima di guerra che spira a livello mondiale, siamo tutti protesi nell’ attesa di qualcuno che abbia il potere di riportare tranquillità e sicurezza. Aspettiamo qualcuno o qualcosa, forse senza avere le idee chiare. Ma questo "qualcuno" è già arrivato ed è sempre con noi. E’ colui che è nato in una stalla e che ha condiviso la condizione umana, presentandosi come il Dio con noi l’ "Emmanuele"; è Colui che, come gli angeli hanno annunziato, è venuto a portare "pace" a tutti gli uomini che Dio ama.
Ma l’ uomo non lo riconosce, annebbiato dal consumismo e dal materialismo pratico. C’ è chi vive come se Gesù non fosse mai venuto, preso solo dalle preoccupazioni materiali e dal proprio tornaconto e non hanno la forza di alzare gli occhi al cielo. Esattamente come dice il vangelo: "Nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito…E non si accorsero di nulla finchè venne il diluvio e inghiottì tutti".
Altri hanno attese più nobili: politiche, sociali, per l’ ecologia, contro la fame, le malattie. Attese validissime per le quali è bello impegnarsi. Tutto questo però è poca cosa, se non è orientato verso lo sbocco della nostra storia in Dio.
Altre persone vivono la vita tra problematiche, incertezze, indecisioni; non si decidono mai a passare all’ azione. Aspettano pigramente che qualcosa cambi, senza muovere un dito e soprattutto senza incamminarsi sulla strada tracciata da Cristo.
Al di là di queste attese senza sbocchi, c’è l’ attesa della parusia, cioè della venuta del Signore che ci propone il vangelo di oggi: "Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà". Verrà certo alla fin del mondo, ma verrà anche al momento della nostra morte quando nessuno dovrà trovarsi impreparato. Perciò il Signore ci esorta alla vigilanza: "Se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa". Perciò, conclude Gesù: "anche voi siate pronti".
E l’ apostolo Paolo ci esorta:"Fratelli, è ormai tempo di svegliarvi dal sonno… La notte è avanzata, il giorno è vicino. Gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce" (Romani, 84,12). E’ un appello al dinamismo per la costruzione del regno di Dio. E’ un invito alla necessità di scuoterci dal letargo del peccato per rivestirci di Cristo, vivendo una vita pienamente attiva. L’ avvento diventa dunque il tempo privilegiato per una profonda revisione di vita, per un’azione più incisiva di ciascuno di noi per alimentare le opere di carità, la fraternità e la pace. E questo non in astratto; ma cominciando dalle nostre famiglie dove potrebbero esserci piccole guerre fredde, muri da abbattere, egoismi da combattere.
Dobbiamo in altri termini riempire la vita di contenuti, vigilanti nella preghiera, perché la venuta del Signore non ci colga impreparati.
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