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Vangelo della Domenica > Anno A 2007/2008 > Gennaio
I Lettura
Is 8,23 - 9,2
In passato il Signore umiliò la terra di Zàbulon e la terra di Nèftali, ma in futuro renderà gloriosa la via del mare, oltre il Giordano e la curva di Goim.
Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si gioisce quando si spartisce la preda. Poiché tu, come al tempo di Madian, hai spezzato il giogo che l'opprimeva, la sbarra che gravava le sue spalle e il bastone del suo aguzzino.
II Lettura
1 Cor 1,10-13. 17
Vi esorto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, ad essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e d'intenti.
Mi è stato segnalato infatti a vostro riguardo, fratelli, dalla gente di Cloe, che vi sono discordie tra voi.
Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: "Io sono di Paolo", "Io invece sono di Apollo", "E io di Cefa", "E io di Cristo!".
Cristo è stato forse diviso? Forse Paolo è stato crocifisso per voi, o è nel nome di Paolo che siete stati battezzati?
Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma a predicare il vangelo; non però con un discorso sapiente, perché non venga resa vana la croce di Cristo.
Vangelo
Mt 4, 12-23
Gesù, avendo saputo che Giovanni era stato arrestato, Gesù si ritirò nella Galilea e, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
Il paese di Zàbulon e il paese di Nèftali, sulla via del mare, al di là del Giordano, Galilea delle genti; il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce; su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte una luce si è levata.
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: "Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino".
Mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori. E disse loro: "Seguitemi, vi farò pescatori di uomini". Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedèo, loro padre, riassettavano le reti; e li chiamò. Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono.
Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona novella del regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.
Commento di P. Vittorino Vivacqua
Molteplici sono le tematiche che la Liturgia della Parola oggi ci presenta. Innanzitutto c’è uno stretto collegamento tra l’ oracolo del profeta Isaia proclamato nella prima lettura col brano del vangelo di Matteo che oggi ci viene proposto.
La lettera che Paolo indirizza ai cristiani di Corinto lacerati dalle divisioni, è un grande insegnamento per gli uomini di tutti i tempi.
Isaia pronuncia il suo oracolo verso il 732 a.C., quando Tiglat-pileser aveva umiliato la terra di Zabulon e di Neftali, cioè la Galilea, facendone una provincia assira e deportandone gli abitanti. Isaia conforta i deportati preannunciando un tempo in cui questa terra diventerà gloriosa ed avrà indicibile "gioia". La luce risplenderà improvvisa su una terra tenebrosa, il popolo riacquisterà la libertà perchè il giogo, la sbarra, il bastone, simbolo di sottomissione e di schiavitù, saranno spezzati.
Matteo fa ricorso alle cosiddette "profezie di compimento" volte a dimostrare che alcuni testi biblici trovano compimento nella persona di Gesù. Tutti gli evangelisti concordano sul fatto che Gesù inizia la sua predicazione in Galilea, regione del tutto secondaria dal punto di vista religioso e la più periferica di Israele, una regione religiosamente povera ed inquinata dalla presenza di molti pagani; una terra tenebrosa. Ai tempi di Gesù si pensava che non ci potesse essere nulla di buono nella Galilea. Solo Matteo spiega il perché di questa scelta, rifacendosi ad Isaia. Difatti è stile di Dio scegliere ciò che nel mondo è piccolo e disprezzato.
Proprio qui appare la splendida sorpresa dell’ amore di Dio, che prende l’ iniziativa di rompere l’ isolamento dell’ uomo per avvolgerlo nella sua luce.
Gesù si recò nella Galilea "dopo che Giovanni fu arrestato". Erode aveva fatto tacere la voce coraggiosa del Battista. Gesù dà a questa continuità e concretezza scegliendo però la zona periferica della Galilea. Il contenuto essenziale della sua predicazione ruota attorno al grande tema della conversione, perché ormai è venuto il tempo di Dio: "Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino". Con le parole "regno dei cieli" si vuole alludere a Dio, del quale non si poteva pronunciare il nome. Egli è "vicino" cioè la sua presenza comincia già a farsi evidente. Dio sta per irrompere nella storia dell’ uomo, e gli uomini ora devono riconoscere la sua sovranità. Ne viene di conseguenza la necessità di "convertirsi", di cambiare i criteri della propria vita ed orientarli verso di Lui. Segno concreto di questa vicinanza è il ministero di Gesù. Egli parla con autorità rivelando la volontà definitiva di Dio, compie miracoli, scaccia i demoni, chiama alla sua sequela. Sono segni evidenti che Dio è certamente vicino all’uomo.
Una esemplificazione efficace di tutto questo è la vocazione dei primi discepoli. Costoro sono intenti alle loro occupazioni quotidiane. Sono dei pescatori. Gesù passa lungo il mare di Galilea e dice loro "Seguitemi, vi farò pescatori di uomini". Ed essi, subito, lasciate le reti lo seguirono. E’ Dio che irrompe nella loro vita e li trasforma in "pescatori di uomini", dando loro una energia nuova, che li rende collaboratori nell’ annuncio del Regno di Dio.
Il brano evangelico si conclude con un sommario del ministero di Gesù. Egli "andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona novella del regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo".
Degno di rilievo è anche il brano della 2^ lettera di Paolo ai Corinti. Esso affronta il tema delle divisioni che già affiorano prepotenti nella comunità, divisa in "partiti" che si richiamavano ai grandi predicatori o addirittura agli apostoli. Alcuni si richiamavano a Paolo, altri ad Apollo uomo di poderosa eloquenza, altri a Pietro.
Ma Paolo dice: "Io sono di Cristo". E prosegue: "Cristo è stato forse diviso? Forse Paolo è stato crocifisso per voi, o è nel nome do Paolo che siete stati battezzati?". E’ Cristo allora che bisogna seguire e nessun altro, perché la comunità sgorga dalla croce di Cristo che ha sacrificato la sua vita per noi e ci ha redenti.
Meditando la parola di Dio che oggi viene proclamata, ognuno di noi deve lasciarsi illuminare dalla luce di Cristo che è parola di vita ed intraprendere decisamente il cammino della conversione. Inoltre tutti noi in forza del battesimo siamo chiamati a seguire Gesù nel posto e nella situazione di vita che ci è propria, lavorando alacremente per l’ avvento del Regno di Dio sulla terra. Ed infine dobbiamo essere uomini e donne di comunione e non lacerare la comunità cristiana di cui facciamo parte.
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