Parrocchia Camigliatello Silano


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24 Maggio - Ascensione del Signore

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24 Maggio 2009 - Ascensione del Signore

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24 maggio - ASCENSIONE DEL SIGNORE (ANNO B)
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Grado della Celebrazione: SOLENNITA'
Colore liturgico: Bianco


PRIMA LETTURA (At 1,1-11)
Fu elevato in alto sotto i loro occhi.

Dagli Atti degli Apostoli

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.
Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».

Parola di Dio


SECONDA LETTURA
(Ef 4,1-13)
Raggiungere la misura della pienezza di Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.
A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo è detto: «Asceso in alto, ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini». Ma cosa significa che ascese, se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per essere pienezza di tutte le cose.
Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo.

Parola di Dio


VANGELO
(Mc 16,15-20)
Il Signore fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

Parola del Signore

Commento di P. Vittorino Vivacqua


Oggi la Chiesa celebra l’ Ascensione di Gesù Cristo al cielo e la sua intronizzazione come “re” presso il Padre E’ il compimento della missione terrena del Cristo, che ormai chiude il tempo della sua presenza visibile in mezzo a noi, per iniziare una nuova presenza attraverso l’ azione di salvezza della Chiesa e della sua missione.
Luca è l’ unico evangelista a descrivere la scena dell’ Ascensione. E lo fa sia nella conclusione del suo vangelo, che all’ inizio del libro degli Atti degli Apostoli.
Nel vangelo l’ Ascensione è vista come il compimento della missione terrena di Gesù, che salendo nel regno dell’ infinito , simboleggiato con il cielo, viene costituito nella pienezza della sua regalità.
Negli Atti degli Apostoli, la prospettiva cambia: l’ Ascensione segna l ‘inizio della Chiesa e della sua missione nel mondo. Gesù non è più presente “corporalmente” sulla terra, ma continua ad agire nella Chiesa attraverso l’ azione dello Spirito Santo che egli ha mandato
: “Avrete forza dallo Spiritoanto, che scenderà su di voi”.
La festa di oggi dovrebbe essere motivo di tristezza per il fatto che Gesù si allontana definitivamente dalla scena terrestre. Invece la liturgia è tutta soffusa di gioia. Nel salmo responsoriale il ritornello canta:
“Ascende il Signore tra canti di gioia”; ed in uno dei versetti: ”cantate inni Dio, cantate inni; cantate inni al nostro re, cantate inni”.
Il motivo della gioia è evidente: Cristo non solo viene glorificato ed intronizzato re, ma con Lui, è asceso alla gloria quel corpo umano che ha preso nel momento dell’ Incarnazione nel seno purissimo di Maria. E poiché egli ci accomunati al suo stesso destino, significa per noi la fondata speranza che la stessa cosa avverrà per noi. Tutto questo è detto mirabilmente nella colletta , dove si prega Dio con queste parole: “Esulti di santa gioia la tua Chiesa, Signore… poiché in Cristo asceso al cielo la nostra umanità è innalzata accanto a te, e noi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza di raggiungere il nostro capo nella gloria”. Lo stesso pensiero viene ripetuto nel prefazio, dove si afferma che Cristo “ci ha preceduti nella dimora eterna per darci la serena fiducia che dov’ è lui, capo e primogenito, saremo anche noi sue membra, uniti nella stessa gloria”.


Le letture odierne ci aiutano a penetrare meglio la grandezza del mistero dell’ Ascensione. Gli Atti, che sono stati definiti “il Vangelo dello Spirito”, fin dal proemio del libro fanno riferimento allo Spirito Santo. In forza dello Spirito, gli apostoli dovranno rendere testimonianza al Signore, “a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra”. Ormai Gesù ha raggiunto la sua meta. Ora tocca alla Chiesa il compito di annunciare il vangelo.
E’ significativa nel racconto degli Atti la voce dell’ angelo: “
Uomini di Galilea, perché guardate il cielo?”. Il tempo della Chiesa che è cominciato, non è l’ evasione verso un cielo lontano, ma l’ inizio di una missione che iniziando da Gerusalemme dovrà toccare gli estremi confini della terra.
Subito i discepoli
“partirono e predicarono dappertutto” e proprio in forza dello Spirito attraverso il quale Cristo opera efficacemente nella sua Chiesa, il regno di Dio si dilata nel mondo intero.
L’ Ascensione è dunque la festa della “signoria” di Cristo; ma è anche la festa della Chiesa, attraverso la quale viene annunziato al mondo il messaggio di salvezza; è la festa di ciascuno di noi perché l’ Ascensione ci apre un orizzonte che va oltre i confini dell’ esistenza terrena, per proiettarsi nella luce infinita di Dio.

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