Parrocchia Camigliatello Silano


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24 febbraio III domenica di Quaresima

Vangelo della Domenica > Anno A 2007/2008 > Febbraio

I Lettura
Es 17, 3-7

In quei giorni, il popolo soffriva la sete per mancanza di acqua; il popolo mormorò contro Mosè e disse: "Perché ci hai fatti uscire dall'Egitto per far morire di sete noi, i nostri figli e il nostro bestiame?". Allora Mosè invocò l'aiuto del Signore, dicendo: "Che farò io per questo popolo? Ancora un poco e mi lapideranno!".
Il Signore disse a Mosè: "Passa davanti al popolo e prendi con te alcuni anziani di Israele. Prendi in mano il bastone con cui hai percosso il Nilo, e và!
Ecco, io starò davanti a te sulla roccia, sull'Oreb; tu batterai sulla roccia: ne uscirà acqua e il popolo berrà". Mosè così fece sotto gli occhi degli anziani d'Israele.
Si chiamò quel luogo Massa e Meriba, a causa della protesta degli Israeliti e perché misero alla prova il Signore, dicendo: "Il Signore è in mezzo a noi sì o no?".

II Lettura
Rm 5, 1-2. 5-8
Fratelli, giustificati dunque per la fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo; per suo mezzo abbiamo anche ottenuto, mediante la fede, di accedere a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio.
La speranza poi non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. Infatti, mentre noi eravamo ancora peccatori, Cristo morì per gli empi nel tempo stabilito. Ora, a stento si trova chi sia disposto a morire per un giusto; forse ci può essere chi ha il coraggio di morire per una persona dabbene. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.

Vangelo
Gv 4, 5-42
In quel tempo, Gesù giunse ad una città della Samaria chiamata Sicàr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c'era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno.
Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù: "Dammi da bere". I suoi discepoli infatti erano andati in città a far provvista di cibi.
Ma la Samaritana gli disse: "Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?". I Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani.
Gesù le rispose: "Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva".
Gli disse la donna: "Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest'acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?".
Rispose Gesù: "Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna".
"Signore, gli disse la donna, dammi di quest'acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua".
Le disse: "Và a chiamare tuo marito e poi ritorna qui".
Rispose la donna: "Non ho marito". Le disse Gesù: "Hai detto bene "non ho marito"; infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero".
Gli replicò la donna: "Signore, vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare".
Gesù le dice: "Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità".
Gli rispose la donna: "So che deve venire il Messia (cioè il Cristo): quando egli verrà, ci annunzierà ogni cosa".
Le disse Gesù: "Sono io, che ti parlo".
In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che stesse a discorrere con una donna. Nessuno tuttavia gli disse: "Che desideri?", o: "Perché parli con lei?". La donna intanto lasciò la brocca, andò in città e disse alla gente: "Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia forse il Messia?". Uscirono allora dalla città e andavano da lui.
Intanto i discepoli lo pregavano: "Rabbì, mangia".
Ma egli rispose: "Ho da mangiare un cibo che voi non conoscete".
E i discepoli si domandavano l'un l'altro: "Qualcuno forse gli ha portato da mangiare?".
Gesù disse loro: "Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Non dite voi: Ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: Levate i vostri occhi e guardate i campi che gia biondeggiano per la mietitura. E chi miete riceve salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché ne goda insieme chi semina e chi miete. Qui infatti si realizza il detto: uno semina e uno miete.
Io vi ho mandati a mietere ciò che voi non avete lavorato; altri hanno lavorato e voi siete subentrati nel loro lavoro".
Molti Samaritani di quella città credettero in lui per le parole della donna che dichiarava: "Mi ha detto tutto quello che ho fatto". E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregarono di fermarsi con loro ed egli vi rimase due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e dicevano alla donna: "Non è più per la tua parola che noi crediamo; ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo".

Commento di P. Vittorino Vivacqua


Il tema principale delle letture odierne ruota intorno al tema teologico dell’ acqua.Nelmondo del VicinoOrientcaratterizzatodavaste pianure assolate, l’ acqua haun’importanza fondamentale per la vita vegetativa, animale ed umana.Essaèfonte di refrigerio, ma soprattutto di vita e di fecondità. Dove c’ è mancanza di acqua c’ è l’ aridità, il deserto,la carestia.

Questa terza domenica ci porta a Refidim dove la sete bruciante porta Israele a mormorare contro Mosè e in definitiva contro Dio. Qui "mormorare" non significa una bonaria critica, ma ha il significato più forte di "contestare" non accettare la prova cui Dio l’ aveva sottoposto. Refidim perciò diventa Massa = prova e Meriba = protesta. perchè il popolo aveva gridato: "Il Signore è in mezzo a noi, si o no?". L’ acqua è la vita, il senso della vita . La sete del popolo è anche sete dell’ insicurezza, della sofferenza, della malattia, del perché della vita. Chi se non Dio, può far scaturire l’ acqua nel deserto? Chi può dare senso all’ esistenza travagliata dell’ uomo? Perciò Mosè ribalta su Dio il grido del popolo. E Dio ordina a Mosè di percuotere l’ arida roccia del deserto e l’ acqua sgorga copiosa e fresca, ridonando la vita.

Paolo nella lettera ai Corinti dirà che questa roccia è l’ immagine di Gesù Cristo, acqua zampillante per la vita eterna.

Il vangelo di Giovanni ci porta invece al pozzo di Giacobbe. Questi, di ritorno dalla Mesopotamia, giunto a Sichem fa scavare un pozzo. Su di esso incombe l’ altura del monte Garizim, dove vivevano e vivono i samaritani. Una miscela razziale tra ebrei scampati al crollo di Samaria e coloni assiri deportati. Oggi è ridotta alla sola località di Nablus.
A questo pozzo avviene l’ incontro di Gesù con una donna samaritana. Il racconto di Giovanni è carico di simbolismo. Gesù assetato ed affamato si siede sull’ orlo del pozzo. Viene una donna samaritana e Gesù, rompendo ogni schematismo che considerava i samaritani peccatori e scomunicati, quindi persone con le quali era vietato ogni contatto, le chiede addirittura da bere.
Il dialogo che si instaura tra Gesù e la samaritana è una rivelazione progressiva della personalità di Cristo. E’ interessante seguire la conversazione.
Alla richiesta di Gesù la donna esprime la sua meraviglia: "Come mai , tu giudeo, chiedi da bere a me che sono una donna samaritana?". E poi gli fa notare che egli non ha niente per poter attingere. I ruoli però si invertono. L’ acqua a cui si riferisce Gesù è un’ altra; "Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice "Dammi da bere" … egli ti avrebbe dato acqua viva". Quel giudeo che chiede da bere, è l’ unico che può soddisfare il desiderio più profondo dell’ animo umano.
I due tipi di acqua indicano i due modi di concepire e realizzare la propria vita. La Samaritana finora riempie il vuoto del proprio cuore con l’ amore di un uomo. Ma invano, perché ha avuto cinque mariti e quello col quale ora vive è un amante. Ha bevuto un’ acqua che non è in grado di estinguere la sete.
Alla Samaritana e a tutti noi, Gesù fa una proposta radicale: cercare l’ acqua che conduce alla "vita eterna", cioè il Cristo col suo battesimo rigeneratore E’ la vera acqua che disseta e che dà salvezza; è l’ acqua della vita: Cristo.
Ma la donna devia il discorso e vorrebbe trascinare Gesù nella vecchia polemica sul vero Tempio. E’ quello eretto sul monte Garizim oppure quello eretto sul monte Sion in Gerusalemme? Gesù, pur non prescindendo dal tempio, passa ad un’ altra dimensione: quella dello "Spirito" e della "Verità". E’ ciò che avviene nel giorno del Signore: lo Spirito Santo scende sulle offerte del pane e del vino e le trasforma nell’ Eucaristia che ci mette in contatto con Dio; mentre Il Vangelo, che è Parola di Dio è la sorgente della Verità, che guida i nostri passi.
Gesù rompe le regole del giudaismo ufficiale che considerava i samaritani impuri, diabolici ed eretici. Col dialogo li induce a gustare l’ acqua che disseta e celebrare il culto in spirito e verità.
La samaritana diventa la prima missionaria tra i suoi conterranei.
Nel racconto giovanneo, possiamo coglier la gradualità della conoscenza di Gesù. Si comincia da un giudeo qualunque, si passa ad uno che è più grande di Giacobbe, e, attraverso il dialogo, la samaritana arriva a comprendere che Gesù è un Profeta, anzi il "Messia, salvatore del mondo".
Lo stesso itinerario può riscontrasi nella ricerca di fede del nostro tempo. Illuminati dallo Spirito anche noi possiamo percorre le varie tappe che ci conducono ad affermare che Gesù è il Messia, il salvatore del mondo, l’ acqua viva che solo può dare un senso alla nostra vita.

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