Menu principale:
Vangelo della Domenica > Anno A 2007/2008 > Agosto
24 agosto - XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
I Lettura
Is 22, 19-23
Così dice il Signore contro Sebna sovrintendente del palazzo: “ Ti toglierò la carica, ti rovescerò dal tuo posto. In quel giorno chiamerò il mio servo Eliakìm, figlio di Chelkia; lo rivestirò con la tua tunica, lo cingerò della tua sciarpa e metterò il tuo potere nelle sue mani. Sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme e per il casato di Giuda.
Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide; se egli apre, nessuno chiuderà; se egli chiude, nessuno potrà aprire.
Lo conficcherò come un paletto in luogo solido e sarà un trono di gloria per la casa di suo padre “.
II Lettura
Rm 11, 33-36
O profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! Infatti, chi mai ha potuto conoscere il pensiero del Signore? O chi mai è stato suo consigliere? O chi gli ha dato qualcosa per primo, sì che abbia a riceverne il contraccambio?
Poiché da lui, grazie a lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen.
Vangelo
Mt 16, 13-20
In quel tempo, essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: “La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?”. Risposero: “Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti”.
Disse loro: “Voi chi dite che io sia?”. Rispose Simon Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”.
E Gesù: “Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli.
E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.
A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”.
Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
Commento di P. Vittorino Vivacqua
Il tema centrale della Parola che oggi viene proclamata è il conferimento del potere, di ogni potere, civile o religioso. Tuttavia le immagini pregnanti della prima lettura con simboli ormai acquisti nella cultura ebraica, servono a Matteo a disegnare il potere che Cristo darà a Pietro che costituirà suo successore.
La prima lettura tratta dal libro del profeta Isaia fa parte di una serie di testi noti col nome di “oracoli contro le nazioni”. “Oracolo” in ebraico massa, vuol dire “alzare la voce”, “avere peso”. Questi oracoli che esprimono il severo giudizio di Dio sono rivolti alle nazioni pagane che si contrappongono a Dio con i loro idoli. Ma non è risparmiata neppure Gerusalemme che con i suoi re ha prevaricato. Difatti essa sarà distrutta dagli eserciti babilonesi nel 586 a.C. In questo contesto il profeta alza la voce contro Sebna, primo ministro del re Ezechia. Questi è un uomo orgoglioso ed indegno; perciò sarà rimosso e il suo posto sarà preso da Eliakim, al quale saranno trasmessi tutti i poteri.. La trasmissione di questi poteri è descritta con alcune immagini suggestive del mondo orientale indicanti dignità e potere: il vestito, le chiavi, l’ aprire e il chiudere. Eliakim sarà come un padre per il suo popolo; governerà al di sopra di opportunismi ed interessi personali, anche se col tempo subirà la stesa sorte di Sebna.. Le chiavi sono le immagini che Matteo usa per descrivere la trasmissione del potere che Cristo conferisce a Pietro.

Il vangelo ha un’impronta cristologica ed ecclesiologica. Il brano evangelico infatti si presta ad una duplice divisione: l’ inchiesta di Gesù sulla sua identità, culminante nella confessione di Pietro ed il conferimento a lui del primato.
Secondo i sinottici l’ episodio avviene nella zona di Cesarea di Filippo. Gesù sorprende i suoi con questa domanda: “la gente chi dice che sia il Figlio dell’ uomo?” . La risposta degli apostoli riporta l’ opinione di una tradizione che accreditava alcuni personaggi di una funzione liberatrice: Giovanni Battista redivivo, il profeta Elia e Matteo aggiunge anche il profeta Geremia. Solo Pietro dà la risposta giusta: “Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio vivente”. L’ espressione di Pietro supera le sue capacità, ma è estremamente veritiera. Egli non dice “Tu sei un Cristo”, ma “tu sei il Cristo”. Cioè non sei uno dei profeti che ritorna, ma sei colui che i profeti hanno annunciato: il Messia. Gesù perciò è unico ed irrepetibile nella duplicità della sua natura divina ed umana.
La risposta data da Pietro travalica ogni conoscenza umana; lo dichiara Gesù quando afferma: “te lo ha rivelato il Padre mio”. E’ Dio che dà il sigillo di autenticità al ritratto di Gesù: “Cristo, Figlio del Dio vivente”. Gesù elogia Pietro e lo costituisce capo e fondamento della comunità.
Le peculiarità del primato vengono espresse con tre metafore che riecheggiano il brano di Isaia proclamato nella prima lettura: la pietra, le chiavi, l’ azione di legare e sciogliere.
1 – La pietra. – Innanzitutto Gesù cambia il nome all’ apostolo: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa”. Nella bibbia il cambiamento del nome è espressione di una particolare missione che viene affidata nella storia della salvezza. La missione è contenuta nel simbolismo del nome “pietra”. Egli è la roccia su cui poggiano le fondamenta della casa. La “pietra angolare” però è Cristo; come lui Pietro esercita una funzione comunitaria nei confronti della Chiesa. Il termine “chiesa” in greco ekkelesia, adunanza del popolo di Dio, si trova solo in Matteo, che è il più interessato al tema ecclesiologico. Tanto che il suo viene chiamato anche “il vangelo della Chiesa”. Ma la Chiesa è di Cristo – “la mia chiesa” – Lui è il fondamento; ma nella fase terrestre trova in Pietro il suo fondamento. La chiesa non dovrà temere le forze del male; esse non prevarranno.
2 -Le chiavi. – Il simbolo delle chiavi è preso dal brano della prima lettura. Chi possiede le chiavi di una casa,di uno scrigno, di una città, vuole dire che ne ha la custodia e la responsabilità. E’ il segno di un’ autorità giuridica ed amministrativa in senso spirituale. Possedendo le chiavi Pietro apre alla chiesa il passaggio verso il regno di Dio.
3 – Legare e sciogliere. – E’ una metafora che viene attinta dal linguaggio giuridico. Con essa i rabbini indicavano con autorità ciò che ere proibito e ciò che era permesso. Sul piano teologico esso indica se un determinato comportamento è conforme o no alla volontà di Dio così come si è manifestata nella Sacra Scrittura. Sul piano disciplinare essa allude al potere di ammettere o escludere dalla comunità.
In conclusione Pietro è “roccia”, “custode” e “maestro” della comunità. Egli non è un monarca o un despota, ma. secondo la logica del vangelo, uno che si mette a servizio dell’ intera comunità. Questa non può prescindere da lui e dalla comunione di fede con lui.
La domanda di Gesù “Chi dice la gente ch’io sia?” continua anche oggi a sorprenderci. La “gente” è veramente consapevole che Cristo è il definitivo dono d Dio e che in Lui si realizza ogni speranza? Oppure è talmente distratta e disorientata che non solo non è in grado di rispondere, ma vive come se Lui non fosse mai esistito. Dopo secoli di cristianesimo oggi non è difficile rispondere con una formula standardizzata. Ma bisogna chiedersi se la risposta è solo astratta e ripete meccanicamente formule risapute. Cristo ci invita non solo a
conoscere la sua identità ma anche a capire chi è la chiesa, dal momento che durante la sua vita terrena ha tenuto raccolti intorno alla sua persona gli apostoli ed i fedeli, e dopo la sua ascensione ha voluto costituirli in una società organizzata, designando come suo continuatore Pietro al quale ha conferito il potere spirituale di pascere il gregge di Dio. I credenti sono vincolati ad un’ organizzazione terrena incarnata nella storia fatta di luci e di ombre. Ma è necessario vedere negli uomini di chiesa la presenza salvifica del Cristo. E’ lui la roccia; ma ciò non esclude la cooperazione degli uomini.
Menu di sezione: