Parrocchia Camigliatello Silano


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23 marzo I domenica di Pasqua

Vangelo della Domenica > Anno A 2007/2008 > Marzo

I Lettura
At 10, 34. 37-43

In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: "In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone,
Voi conoscete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.
E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che apparisse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
E ci ha ordinato di annunziare al popolo e di attestare che egli è il giudice dei vivi e dei morti costituito da Dio.
Tutti i profeti gli rendono questa testimonianza: chiunque crede in lui ottiene la remissione dei peccati per mezzo del suo nome".

II Lettura
Col 3, 1-4

Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio!
Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria.

Vangelo
Gv 20, 1-9

Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!".
Uscì allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.
Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte.
Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Non avevano infa2tti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti.

Commento a cura di P.Vittorino Vivacqua


"La fede dei cristiani – scrive S. Agostino – è la resurrezione di Cristo". Parole che fanno eco a quelle dell’ apostolo Paolo, il quale afferma che se Cristo non fosse risorto "vana sarebbe la nostra fede". La morte e la risurrezione di Gesù costituiscono il "Kerigma", cioè il nucleo centrale di tutta la predicazione apostolica e tutte le altre scritture su Gesù non ne sono che il completamento. Si capisce allora perché in questa domenica di Pasqua la liturgia ci presenta testi biblici più numerosi del solito.
Oggi la prima lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli (10,34-37-43), ci riporta parte del discorso che Pietro tenne nella casa del centurione Cornelio. In questo discorso sono chiaramente delineati i tratti fondamentali della vita di Gesù, dal battesimo, fino alla sua morte-resurrezione. Innanzitutto Pietro ed i discepoli sono dei testimoni. Essi perciò possono affermare la storicità di Gesù che annunzia la buona novella nella Galilea e nella Giudea negli anni 30-36. E poss2ono anche affermarne la divinità. Ma soprattutto testimoniano la sua morte e resurrezione: "Noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo ad una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che apparisse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua resurrezione dai morti".
Il vangelo di Giovanni ci riporta due brani caratteristici intimamente legati tra loro.
Il primo episodio ha come protagonista una donna: Maria di Magdala, la quale di buon mattino si reca al sepolcro e "vede" che "la pietra era stata ribaltata". Pensando che qualcuno avesse portato via il corpo del Signore, corre trafelata al Cenacolo ed annunzia a Pietro e a Giovanni: "Hanno portato via il Signore e non sappiamo dove lo hanno posto". I due allora "correvano insieme" verso il sepolcro. Ma Giovanni arriva prima di Pietro e si ferma sulla soglia. Pietro entra per primo nel sepolcro vuoto e "vede le bende per terra, e il sudario che gli era stato posto sul capo… piegato in un luogo a parte". Dopo entra anche Giovanni, il quale "vide" e "credette".
Non è facile credere alla resurrezione di Gesù. Tutto il racconto di Giovanni è percorso dal dubbio dei suoi personaggi. Dubita Maria Maddalena che era venuta a cercare un cadavere, dubita Pietro, dubitano i discepoli, dubita Tommaso; tanto sorprendente e inattesa è la novità di questo evento. Giovanni invece coglie il significato dei segni: "vide" e" credette". Alla chiaroveggenza della fede egli aveva accoppiato quella dell’ amore.Gli altri hanno bisogno di "vedere". Ma l’ oggetto del "vedere" è duplice. C’ è un "vedere" fisico, materiale che non porta alla fede e c’ è un "vedere" che va al di là dell’ esperienza sensoriale, per coglierne il significato profondo. Anche Pietro e Maria di Magdala giungeranno successivamente alla fede. Il ritardo è dovuto al fatto che essi "non avevano ancora compreso la scrittura, che egli doveva resuscitare dai morti".
La Maddalena non riconosce Gesù perché è legata ancora al Gesù terreno. Il Risorto ormai ha inaugurato una presenza nuova: quella del corpo glorioso che ha una dimensione completamente diversa da quella del corpo terreno.
Proprio da Giovanni noi abbiamo l’ ultima beatitudine riservata a noi: "Beati quelli che pur non avendo visto crederanno" (20,29). La fede vera è quella che si affida totalmente alla Parola di Dio e non quella che cerca appigli sensoriali. La resurrezione di Gesù infatti non è un’ esperienza sperimentale, né ha una dimostrazione di tipo scientifico. Rimane solo e soltanto un atto di fede.
Ma qual’ è il significato di quella che S. Paolo definisce: "la potenza della resurrezione"? La certezza della salvezza. Scrive infatti l’ apostolo: "Se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore, e crederai con tutto il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo". Dunque noi affermiamo con forza: Cristo è veramente risorto.
A questo fatto sorprendente, deve però corrispondere il nostro impegno personale di testimoniare con la nostra vita la resurrezione. Ci dice oggi S. Paolo: "Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra". E’ necessario perciò che il cristiano respiri e viva in un clima di resurrezione, perché per molti Cristo ancora non è risorto. Ci sono infatti tanti cristiani che vivono nel peccato, nell’ odio, nella violenza oppure nell’ indifferenza.
Dicono gli Atti degli Apostoli che i primi cristiani erano "testimoni della resurrezione", nel senso che vivevano una vita fatta di preghiera, di ascolto della parola, di frazione del pane (l’ Eucaristia), dove si nutrivano del Cristo Risorto pane di vita e principio di fratellanza vera tra tutti.

Dobbiamo recuperare questi valori ed essere animati dalla forza della resurrezione di Cristo, artefici di un mondo rinnovato

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