Parrocchia Camigliatello Silano


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22 giugno XII domenica del tempo ordinrio

Vangelo della Domenica > Anno A 2007/2008 > Giugno

22 giugno - XII domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

I Lettura

Ger 20, 10-13
Io sentivo le insinuazioni di molti: “Terrore all'intorno! Denunciatelo e lo denunceremo”. Tutti i miei amici spiavano la mia caduta: “Forse si lascerà trarre in inganno, così noi prevarremo su di lui, ci prenderemo la nostra vendetta”.
Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso, per questo i miei persecutori cadranno e non potranno prevalere; saranno molto confusi perché non riusciranno, la loro vergogna sarà eterna e incancellabile.
Signore degli eserciti, che provi il giusto e scruti il cuore e la mente, possa io vedere la tua vendetta su di essi; poiché a te ho affidato la mia causa!
Cantate inni al Signore, lodate il Signore, perché ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori.

II Lettura

Rm 5, 12-15
Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato.
Fino alla legge infatti c'era peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo morirono tutti, molto di più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia di un solo uomo, Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti gli uomini.


Vangelo

Mt 10, 26-33

Non temete gli uomini, poiché non v'è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato. Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio predicatelo sui tetti.




E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia.
Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati; non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri!
Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli.

Commento di P. Vittorino Vivacqua



Le prime due letture della liturgia di questa domenica ruotano attorno a svariate situazioni tra loro contrapposte, volte a dare fiducia nei momenti bui della persecuzione, sofferenza e dell’ emarginazione che pur in situazioni diverse sono ben espresse nei due brani proposti.

La prima lettura è tratta dalle cosiddette “confessioni” del profeta Geremia, il qual sotto forma di lamentazioni descrive la sua vicenda di profeta inascoltato e perseguitato. Il contesto storico della vicenda è quello della prossima caduta del regno di Giuda, a motivo delle lotte di predominio tra le grandi potenze del tempo: Assiri, Egiziani, Babilonesi. L’ impero assiro è caduto e i due restanti belligeranti si contendono il primato. Geremia esorta gli abitanti di Gerusalemme a non appoggiarsi a nessuno dei due, ma piuttosto di rafforzare la loro fede e la loro speranza solo in Dio. Nel caso contrario dovranno prepararsi alla rovina imminente. Ma costoro, inclusi parenti e compaesani, non solo non lo ascoltano, ma pensano che egli sia connivente col nemico e che cerchi il proprio tornaconto. E allora lo mettono al bando,lo denunciano, lo processano, lo fanno flagellare. Non curandosi della parola del profeta, si alleano con gli egiziani i quali saranno sconfitti e così i babilonesi inghiottono il piccolo regno di Giuda.
Ma ecco l’ antitesi: Geremia è misconosciuto dai suoi, ma ha dalla sua parte il Signore. Egli infatti sente una forza interiore che lo sostiene nella sua scomoda missioni e Dio solo sarà il suo protettore e difensore. Infatti il Signore difende colui che è stato “trovato giusto nel cuore” e “ha affidato a lui la sua causa”. Emerge poi un tema molto importante, quello del “povero”. Questi è colui che non confida in se stesso ma si affida totalmente a Dio. Geremia è lo specchio di questa povertà fiduciosa. Ha confidato solo in Dio e Dio lo ha difeso, umiliando i suoi nemici.

Il testo di Matteo fa parte del secondo grande discorso: quello missionario. In esso si rispecchia probabilmente la situazione della primitiva comunità cristiana sottoposta a persecuzione sia da parte dei giudei, che dal mondo pagano. In un’ antica preghiera giudaica chiamata “le 18 benedizioni” i cristiani erano considerati come eretici. In quanto tali essi subirono sistematiche persecuzioni e furono scacciati dalle sinagoghe che inizialmente frequentavano. Nel mondo pagano greco romano poi i cristiani venivano accusati di irreligiosità, di ribellione alle autorità civili e fomentatori di insubordinazione sociale. Furono costretti alle catacombe. In questo contesto l’ annunzio del vangelo incontrava difficoltà, incomprensioni ed ostilità di ogni genere.
Ma ora i cristiani sono diventati adulti e quindi, superata la fase della formazione, devono affrontare con coraggio il rischio dell’ evangelizzazione. Il discepolo deve annunciare alla luce del giorno la parola di Dio, predicarla dai tetti, avendo fiducia e perseveranza nelle avversità, perché egli li protegge e li assiste con la sua provvidenza alla quale tutto è sottoposto. Se egli si occupa perfino della vita dei passeri, se conta tutti i capelli del capo, molto più si prenderà cura dei suoi discepoli. Infatti, dice Gesù: “voi valete più di molti passeri!”.
Essi dunque non hanno nulla da temere.
Ma le parole di Gesù lasciano intravedere lo scenario di sempre della lotta tra bene e male, quando dice:: “non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna”. I veri nemici del Regno di Dio non sono tanto i persecutori; è invece il Maligno che fomenta il peccato. Questa realtà negativa adombrata nell’ immagine della Geenna, maleodorante di fiamme e fumo, ha il potere di uccidere l’ anima e il corpo. Ma anche da questo nemico acerrimo il Padre libera i suoi, proprio come è detto nel Padre Nostro: “liberaci dal male” o dal Maligno.

“Non abbiate paura” dice Gesù ai suoi seguaci. Ecco l’ esortazione che deve accompagnarci nei momenti difficili della nostra vita, soprattutto quando si fa fatica a diffondere l’ amore ed il bene. Non è mai stato facile annunziare il vangelo e viverlo con coerenza. Ma ricordiamoci le parole di Gesù per alimentare in noi una fiducia illimitata soprattutto nelle contrarietà che incontriamo nel diffondere la buona novella del vangelo...

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