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Vangelo della Domenica > Anno A 2007/2008 > Dicembre
21 dicembre 2008 - IV domenica di avvento
PRIMA LETTURA
2 Sam 7, 1-5.8-12.14.16
Il re, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato tregua da tutti i suoi nemici all'intorno,
disse al profeta Natan: “Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l'arca di Dio sta sotto una tenda”. Natan rispose al re: “Và, fà quanto hai in mente di fare, perché il Signore è con te”.
Ma quella stessa notte questa parola del Signore fu rivolta a Natan:
“Và e riferisci al mio servo Davide: Dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti?
......
Ora dunque riferirai al mio servo Davide: Così dice il Signore degli eserciti: Io ti presi dai pascoli, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi il capo d'Israele mio popolo;
sono stato con te dovunque sei andato; anche per il futuro distruggerò davanti a te tutti i tuoi nemici e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra.
Fisserò un luogo a Israele mio popolo e ve lo pianterò perché abiti in casa sua e non sia più agitato e gli iniqui non lo opprimano come in passato, al tempo in cui avevo stabilito i Giudici sul mio popolo Israele e gli darò riposo liberandolo da tutti i suoi nemici. Te poi il Signore farà grande, poiché una casa farà a te il Signore.
Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu giacerai con i tuoi padri, io assicurerò dopo di te la discendenza uscita dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno.
.......
Io gli sarò padre ed egli mi sarà figlio. Se farà il male, lo castigherò con verga d'uomo e con i colpi che danno i figli d'uomo,
.......
La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me e il tuo trono sarà reso stabile per sempre”.
SECONDA LETTURA
Rm 16, 25-27
A colui che ha il potere di confermarvi secondo il vangelo che io annunzio e il messaggio di Gesù Cristo, secondo la rivelazione del mistero taciuto per secoli eterni, ma rivelato ora e annunziato mediante le scritture profetiche, per ordine dell'eterno Dio, a tutte le genti perché obbediscano alla fede, a Dio che solo è sapiente, per mezzo di Gesù Cristo, la gloria nei secoli dei secoli. Amen.
VANGELO
Lc 1, 26-38
Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”.
Allora Maria disse all'angelo: “Come è possibile? Non conosco uomo”. Le rispose l'angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio”.
Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. E l'angelo partì da lei.
Commento di P. Vittorino Vivacqua
Al centro della liturgia di questa IV domenica di Avvento è posto il celebre passo dell' Annunciazione, che già abbiamo incontrato nella solennità dell' Immacolata Concezione.
Questa volta vogliamo orientare la nostra riflessione non tanto sulla fisionomia spirituale
di Maria, ma soprattutto nel suo essere il punto terminale e determinante dell' attuazione del piano di Dio che manda suo Figlio sulla terra per essere sempre con noi.
La prima lettura tratta dal libro di Samuele squarcia il velo del misterioso progetto di Dio a favore dell' umanità. Lo sfondo del testo, conosciuto come "l'oracolo di Natan" è quello del messianismo biblico. Ed è in linea coi cosiddetti "racconti dell' annunciazione o della chiamata", che sono presenti nella Bibbia anche in altre circostanze; per esempio quando si annuncia la nascita di Sansone, di Samuele, di Isaia, di Geremia. In questi annunci è Dio che opera direttamente. All'uomo e alla donna destinatari dell' annuncio è richiesta soltanto una totale disponibilità.
Il brano della prima lettura ruota attorno a due grandi protagonisti: il re Davide che vuole costruire una "casa" a Dio, così da averlo quasi come concittadino ed il profeta Natan che rassicura Davide che Dio non vuole una casa di pietra ma sarà Lui a dare a Davide una discendenza eterna. La parola ebraica bait, significa infatti casa, tempio, ma anche " discendenza".
Natan dapprima aveva acconsentito al desiderio del re di costruire un tempio per il Signore." Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: "va e riferisci al mio servo Davide: Dice il Signore: forse tu mi costruirai una casa perchè io vi abiti?"
Sarà Lui, il Signore invece che farà grande Davide e gli "costruirà una casa ", gli assicurerà una discendenza "uscita dalle sue viscere" e " la tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me e il tuo trono sarà reso stabile per sempre ". Non sarà dunque il re a costruire una casa; ma l'esatto contrario. Il Signore non vuole edificato un tempio in concorrenza con i monumentali santuari pagani. Egli ama essere presente nella realtà umana e sarà Dio ad edificare una terra. Alla "casa" materiale", Dio preferisce una "casa" fatta di pietre vive.
Ma quale sarà questa casa, questo tempio costruito senza planimetrie e senza ornamenti? E' la Vergine Maria.
Luca raccontandoci l'Annunciazione di Maria si ispira esplicitamente all'oracolo di Natan. Il brano evangelico infatti ne ripropone lo stesso linguaggio e le stesse espressioni. Qui però ci troviamo dinanzi al Messia definitivo. Il Cristo nascerà dalla stirpe di Davide: "Sarà grande - dice il vangelo - e chiamato Figlio dell' Altissimo,. il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine".
Nel vangelo di Luca, Maria appare come la nuova Sion o la nuova Gerusalemme. Qui Salomone, figlio di Davide, aveva edificato un tempio a Dio e qui si levava la nube e gli incensi ed il fumo delle vittime dei sacrifici.
Maria è invece il tempio di carne di Cristo: " Il Verbo si è fatto carne", scrive l'evangelista Giovanni. Nell' Esodo la presenza di Dio è descritta come ombra, come nube che ricopre Israele. Nella descrizione di Luca così viene descritta l'opera dello Spirito Santo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo". In questo modo ella diventa il tempio vivo di Dio.
Del racconto dell' Annunciazione, voglio sottolineare soltanto due espressioni. La prima è il saluto dell' angelo "Il Signore è con te" e l'altra è la definitiva risposta di Maria: "Eccomi".
Il saluto dell' angelo "Il Signore è con te " fa parte ormai della preghiera che abbiamo imparato a recitare fin da bambini: l' Ave Maria. E forse per questo non ne cogliamo il senso profondo. Maria invece ne coglie appieno il significato. "Il Signore è con te", significa essere la dimora di Dio, avere in mezzo a noi la presenza del Dio Altissimo che si fa compagno della storia dell 'uomo. Si tratta di Colui che la Bibbia ci presenta come il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, che accompagna Giuseppe in tutte le sue vicissitudini, che appare a Mosè nel roveto ardente, guida il popolo alla liberazione. Il Signore è dunque con il suo popolo, compagno della nostra vita. Si è manifestato come l’ Emmanuele, che significa: Dio con noi.
In quel lontano giorno dell’ Annunciazione, si compiva la costruzione della vera casa di Dio; e “Il Verbo si è fatto carne”, non appena Maria pronuncia il suo “sì”.”Eccomi, sono la serva del Signore”. Un sì che ha cambiato il corso delle vicende umane, perché ha dato inizio alla meravigliosa storia della nostra salvezza.
Perciò l’ impegno del cristiano è quello di scoprire la presenza di Dio non in cieli lontani e nebulosi, ma in mezzo a noi; è quello di orientare la vita verso Qualcuno che dà senso all’ esistenza umana, con tutti i suoi interrogativi ed i suoi problemi. Cristo ormai è presente in mezzo a noi, salvezza dell’ intera umanità.
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