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Vangelo della Domenica > Indice Anno 2009 > Febbraio
1 febbraio 2009 - IV domenica del tempo ordinario
IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (B)
PRIMA LETTURA
Dt 18, 15-20
Mosè parlò al popolo dicendo: " Il Signore tuo Dio susciterà per te, in mezzo a te, fra i tuoi fratelli, un profeta pari a me; a lui darete ascolto. Avrai così quanto hai chiesto al Signore tuo Dio, sull'Oreb, il giorno dell'assemblea, dicendo: Che io non oda più la voce del Signore mio Dio e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia.
Il Signore mi rispose: Quello che hanno detto, va bene; io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole, che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto. Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dei, quel profeta dovrà morire.
SECONDA LETTURA
1 Cor 7, 32-35
Fratelli, vorrei che voi foste senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso! Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito. Questo poi lo dico per il vostro bene, non per gettarvi un laccio, ma per indirizzarvi a ciò che è degno e vi tiene uniti al Signore senza distrazioni.
VANGELO
Mc 1, 21-28
A Cafarnao, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi.
Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: "Che c'entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio".
E Gesù lo sgridò: "Taci! Esci da quell'uomo". E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: "Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!".
La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.
Commento di P. Vittorino Vivacqua
La liturgia della parola di questa IV domenica del tempo ordinario è imperniata su una serie di frasi tutte orientate sulla parola o sul parlare. In ebraico parola si dice:"dabar" e questo significa simultaneamente " parola" e "fatto ".
Il brano della prima lettura è tratto dal cosiddetto "codice deuteronomico" cioè quella sezione del V libro della Bibbia, il Deuteronomio, che va dal capitolo 12 al capitolo 18 e che contiene le norme particolareggiate che regolano la vita civile e religiosa del popolo nelle sue varie articolazioni quali il culto, i sacerdoti, i sacrifici, i profeti ecc.
Questa domenica il testo si sofferma sull' ufficio del profeta.
Il popolo viene guidato a cogliere il criterio di autenticità della profezia. La parola del vero profeta è viva ed efficace e sicuramente si avvera, mentre quella del falso profeta è già morta sulle sue labbra.
Il profeta interpreta il bisogno dell' uomo di comunicare con Dio e di conoscerne la volontà. Ma soprattutto egli è l'uomo della Parola, il portavoce di Dio: " Gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà quanto io comanderò". La risposta del popolo allora deve essere una sola: quella dell' ascolto: "A lui darete ascolto". E se qualcuno rifiuta la parola del profeta, rifiuta Dio stesso.
La tradizione biblica ha letto questo testo in chiave cristologica. Il Profeta che Dio suscita
è Gesù, che porta la parola definitiva e perfetta di Dio. L' "ascolto" dunque non è più dovuto , a Mosé , ma a Gesù che ci rivela la volontà del Padre.

In Gesù la parola diventa fatto, come si deduce dal significato di "dabar" già detto. Lo cogliamo in maniera evidente nel brano del vangelo di Marco proclamato in questa domenica.
Il racconto dell' evangelista è la prima parte di quella che è conosciuta come la giornata tipo di Gesù. Una giornata scandita dall' insegnamento, dai miracoli e dalla preghiera. Abbiamo visto domenica scorsa che Gesù sceglie di iniziare la sua predicazione in Galilea, terra emarginata e multireligiosa per portare a tutti il suo messaggio. Egli si stabilisce a Cafarnao, situata presso il lato nord ovest del lago di Tiberiade, al centro di una importante arteria che congiungeva Tolemaide e Damasco. Perciò aveva un ufficio di dogana e qui Gesù vuole calarsi nella città degli uomini per inserirvi il suo messaggio di salvezza. Marco ci dice che entrato in città, Gesù "subito" si recò nella sinagoga ad insegnare. Nel racconto si delineano due caratteristiche: quella del Profeta perfetto e quella del liberatore, cioè di colui che parla e nello stesso tempo traduce la parola in azione. Riguardo al primo punto che pone Gesù come "maestro", registriamo l'ammirazione attonita degli ascoltatori: " Tutti erano stupiti del suo insegnamento, perchè insegnava come uno che ha autorità e non come gli scribi" E ancora: " Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità". Cafarnao pullulava di scribi e dottori della legge, ma nessuno mai aveva parlato con l' incisività di una parola che trasforma la vita e di fronte alla quale non è possibile restare indifferenti. La parola di Gesù è "nuova" non tanto nella formulazione, quanto nella sua completezza. Ed ecco come la parola diventa azione. Un uomo presente nella sinagoga posseduto da uno spirito immondo si mise a gridare: "Che centri con noi Gesù Nazareno? lo so chi tu se: il santo di Dio". E Gesù lo sgridò: "Taci! Esci da quell"uomo. E lo spirito immondo straziandolo e gridando forte uscì via". Un ordine lapidario, eseguito immediatamente. Una parola che ha la forza di comandare anche agli spiriti immondi. Lo notano i presenti quando esclamano: "Comanda persino agli spiriti immondi e questi gli obbediscono". Notiamo che Gesù non permette al demonio di propagandare la sua identità. Si tratta del cosiddetto "segreto messianico", che verrà svelato solo sulla croce. E allora la dottrina "nuova" di Gesù non è una dottrina filosofica o un vuoto giro di parole, ma una forza liberante. E' la stessa parola di Dio che esige l'ascolto incondizionato da parte dell' uomo. Infatti è Cristo l'unico Maestro, il Profeta che è venuto a rivelarci la parola definitiva di Dio.
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