Parrocchia Camigliatello Silano


Vai ai contenuti

Menu principale:


14 settembre Esaltazione della Santa Croce

Vangelo della Domenica > Anno A 2007/2008 > Settembre

14 settembre - ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE

La festa dell'esaltazione della croce, che in Oriente è paragonata a quella della Pasqua, si collega con la dedicazione delle basiliche costantine costruite sul Golgota e sul sepolcro di Cristo.

I Lettura
Nm 21, 4-9
In quei giorni, gli Israeliti partirono dal monte Cor, dirigendosi verso il Mare Rosso per aggirare il paese di Edom. Ma il popolo non sopportò il viaggio. Il popolo disse contro Dio e contro Mosè: “Perché ci avete fatti uscire dall'Egitto per farci morire in questo deserto? Perché qui non c'è né pane né acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero”.
Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti velenosi i quali mordevano la gente e un gran numero d'Israeliti morì. Allora il popolo venne a Mosè e disse: “Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti”. Mosè pregò per il popolo. Il Signore disse a Mosè: “Fatti un serpente e mettilo sopra un'asta; chiunque, dopo essere stato morso, lo guarderà resterà in vita”.
Mosè allora fece un serpente di rame e lo mise sopra l'asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di rame, restava in vita.

II Lettura
Fil 2, 6-11
Cristo Gesù, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

Vangelo
Gv 3, 13-17
In quel tempo Gesù disse a Nicodemo: “Nessuno è mai salito al cielo, fuorchè il Figlio dell'uomo che è disceso dal cielo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna”.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.
Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.

Commento Salesiani


NELLA CROCE DI CRISTO LA SALVEZZA DEL MONDO
La croce: un drammatico epilogo d'amore per il passaggio del Figlio di Dio in mezzo a noi; un simbolo misterioso che la gente ama portare addosso, disegnare sulle strade, riprodurre nelle chiese cristiane; un segno tracciato su di noi per affermare la nostra apal popolo dei discepoli di Cristo. Quale spazio ha nella nostra vita la croce di Gesù? La esaltiamo con la nostra vita di amore o la umiliamo facendone soltanto un segno superstizioso?


La croce, esaltazione dell'amore di Dio per noi
L’uso credente e le vicende del popolo di Dio hanno sempre colla croce al centro della propria vita: il segno di croce è tracnei momenti più importanti della preghiera e delle celebrail simbolo della croce è accanto ad ogni chiesa; la teologia ha riflettuto spesso sul suo significato; la pietà popolare ne ha rapprespesso i vari momenti... Ecco, questo significa esaltare la croce: porla al centro della nostra vita.
Patibolo infame, castigo per i malfattori, strumento di tortura la croce diventa per noi oggi il segno dell'amore di
Dio che ha dato la sua vita fino alla fine, condividendo le ingiustizie della storia umana, didi essere così disposto a fare qualsiasi cosa per noi. Come diciamo nel prefazio: «Nell'albero della croce tu, o Dio, hai stabilito la saldell'uomo», poiché ci dimostra il suo amore sconfinato. Se Dio è disposto a dare se stesso per la nostra salvezza, vuol dire che ci ama. Vuol dire che non abbiamo più nulla da temere. Sempre e ovunque la croce ci deve ricordare l'amore misericordioso di Dio.

La croce esaltata dalla nostra vita
Non esaltiamo oggi dunque un simbolo di violenza patito con rabbia né il simbolo della prepotenza dei crociati o dei conquistatori del mondo nell'epoca del colonialismo e della schiavitù, né esaltial'arte dei decoratori o degli orefici che pongono gemme preziosulla croce ostentata su scollature provocanti... Ma ci aggrappiamo alla croce per salvare la nostra esistenza: ci aggrappiamo all'amore di Dio per ricavare qualcosa di buono anche dalle nostre vite sprecate. Qualcosa di buono ci deve essere in noi, se Dio ha dato la sua vita per amore di ogni uomo: qualcosa di buono che forse soltanto il suo sguardo divino riesce a trovare nelle pieghe nascoste della storia.
E tuttavia, per non sfidare Dio condannandolo di nuovo a mosulle strade violente delle nostre città, cerchiamo di imparare a vivere la croce come segno di amore Perso chiunque, segno di speranza anverso le situazioni più fallimentari. Vivere la croce per esaltarla con la nostra vita. Cioè ricambiare l'amore di Dio ogni giorno, ponendodavanti ai nostri occhi il crocifisso non come segno ornamentale né come segno dei nostri diritti né come scaramanzia, ma come sedi amore. Mi segno con il segno della croce perché voglio apal Cristo, in cui riposa la mia speranza. Mi segno con il sedella croce perché voglio come lui dare la mia vita a Dio e ai fraper amore, anche quando mi costa caro. Mi segno con il segno della croce per ricordarmi che non la violenza, ma l'amore salverà l'umanità dalla distruzione.

Volgiamo lo sguardo al Cristo crocifisso
Così volgiamo lo sguardo a tutti i crocifissi di cui l'umanità ha cosparso il suo cammino: crocifissi ad un lavoro umiliante, crocifisalle ingiustizie perpetuate, crocifissi agli atti di violenza da oloper trovare in Cristo la forza di schiodarli dalla croce... Egli ci ricorda che pur essendo salito sulla croce per amore e per mezzo di essa avendoci salvati, tuttavia l'ingiustizia della croce rimane. E noi dobbiamo liberarcene. Quando possiamo. Quando la croce dida noi. Perché amare Cristo e la sua croce significa far sì che più nessun uomo sia condannato a morire per violenza umana.
E significa trovare in lui la speranza che anche le nostre croci quotidiane possano essere redente: cioè, possano avere un valore nonostante la lobruttura. Un valore che soltanto un Dio così grande da condivipuò dargli. Non noi. Per noi le croci sono solo sofferenza. Per Dio possono diventare redenzione. Salvezza. In modo misterioso.
Se a lui ci affidiamo, in lui crediamo che nessuna sofferenza e nessuna lacrima è fatica sprecata: ma sulla sua croce Dio raccoglie tutte le croci del mondo per trasformarle in strumenti di salvezza.


PRIMA LETTURA
Chiunque, dopo essere stato morso, guarderà il serpente, resterà in vita.
Questo atto di fede in un simbolo di altre religioni, cioè il serpente, integra un atto di culto pagano nel cammino di puocazione d'Israele. D'ora in avanil serpente non è più collegato a pratiche idolatriche, ma a Dio che libera il suo popolo dandogli la vita.


SECONDA LETTURA
Cristo umiliò se stesso; per questo Dio lo ha esaltato.
Celebre inno con cui Paolo testimonia la fede della comunità primitiva nel Cristo Signore che attraverso l'incarnazione e la croce ha redento il mondo: infatti, in lui Dio manifesta il suo amore risuscitandolo dai morti.

VANGELO
Bisogna che il Figlio dell'uomo sia innalzato. Non più a simboli pagani e feticísti guarda ora l'umanità per salparsi, ma alla croce di Cristo, segno dell'amore di Dio per noi. Nel suo amore anche noi oggi possiamo trovare rifugío e salvezza.


torna su

Home Page | Notizie e avvisi | Vangelo della Domenica | Notizie storiche | Centro Sociale | Comunità Viva | Posta per te | Commenti | Altro | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu