Menu principale:
Vangelo della Domenica > Anno A 2007/2008 > Gennaio
I Lettura
Is 42, 1-4. 6-7
Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni. Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta. Proclamerà il diritto con fermezza; non verrà meno e non si abbatterà, finché non avrà stabilito il diritto sulla terra; e per la sua dottrina saranno in attesa le isole.
"Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano; ti ho formato e stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni, perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre.
II Lettura
At 10, 34-38
In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: "In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto. Questa è la parola che egli ha inviato ai figli d'Israele, recando la buona novella della pace, per mezzo di Gesù Cristo, che è il Signore di tutti.
Voi conoscete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.
Vangelo
Mt 3, 13-17
In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: "Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?".
Ma Gesù gli disse: "Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia". Allora Giovanni acconsentì.
Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: "Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto".
Commento di P. Vittorino Vivacqua
La festa del Battesimo di Gesù che oggi ci viene descritta attraverso l’evangelista Matteo, si inserisce nel contesto biblico della tradizione e della prassi religiosa delle religioni antiche e quindi anche del popolo di Israele.
In esso erano frequenti i riti di abluzione o di purificazione richiesti in varie circostanze: prima della celebrazioni delle feste, prima della preghiera e spesso per purificarsi dalle numerose contaminazioni di impurità legale che secondo la Legge mosaica si contraevano in varie circostanze della vita: per particolari funzioni corporali, per contatto con animali impuri, o con cadaveri ecc. Per alcuni farisei ci si poteva contaminare anche col semplice contatto coi pagani. La purità si recuperava con sacrifici, aspersioni, bagni frequenti, riti di purificazione.
Nella comunità essena di Qunran si praticavano bagni e riti di immersione quotidiane, per indicare la purezza dei membri. La parola "battesimo" significa proprio "immersione, bagno".
Il battesimo di Giovanni, inserito in questo filone, era un rito di purificazione aperto a tutti coloro che si convertivano e chiedevano perdono dei loro peccati. Immergendosi nella acque del fiume Giordano morivano al mondo del peccato e di tutto ciò che era male. Uscendo dall’ acqua esprimevano una esistenza nuova, segnata dal perdono e dalla grazia di Dio.
Stando così le cose, appare chiaro che il battesimo di Gesù, l’ istitutore del battesimo cristiano, solleva molti interrogativi; infatti il battesimo a cui si sottopone, esige una volontà di "conversione" e di ripudio dei peccati commessi. Perché dunque Gesù, il Messia, l’ innocente Figlio di Dio si sottomette a questo rito di Giovanni Battista?
Matteo dà un risposta attraverso il dialogo tra i due. Il Battista infatti vorrebbe impedire il battesimo di Gesù: "Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?". Con queste parole Giovanni riconosce la superiorità di Gesù. Ed è la sua risposta, che risolve l’ enigma.: "Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia". Il termine "giustizia" esprime l’ adesione alla volontà di Dio ed il suo progetto di salvezza che la Bibbia manifesta attraverso i testi legislativi: il Pentateuco (i primi cinque libri della Bibbia) , i libri profetici e sapienziali. Gesù dunque identificato con la figura del "Servo" descritta nella prima lettura tratta dal libro del Profeta Isaia, adempie in pieno la volontà di Dio, il quale vuole che egli si mescoli con l’ umanità peccatrice per redimerla.
Ma questo stato di umiliazione è soltanto una fase temporanea: "Lascia fare per ora". Si tratta allora di una disposizione divina di un tempo determinato, poiché ci sarà la seconda fase, quella dell’ esaltazione che avverrà con la sua risurrezione.
I segni che accompagnano il battesimo di Gesù sono indicati dalla tradizione evangelica e da Matteo attraverso alcune immagini: i cieli che si aprono e lo Spirito che scende sotto forma di colomba.
Nella cosmogonia antica si pensava che "il cielo" fosse una specie di calotta che chiude il mondo verso l’ alto, determinando una specie di incomunicabilità col mondo di Dio che sta "sopra i cieli". Aprire i cieli, significa rompere questa incomunicabilità perché Dio scende in mezzo agli uomini.
Lo stesso significato ha la discesa dello Spirito, realtà divina, sotto forma di colomba.
Il tutto culmina nella proclamazione di Dio: "Questi è il mio figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto". Una proclamazione che avviene subito dopo il battesimo, quando Gesù, figlio obbediente, è solidale coi peccatori. Il volto di Dio si manifesta nell’ amore che sceglie di farsi piccolo coi piccoli, peccatore con i peccatori.
Menu di sezione: